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Coronavirus, anche per i giovanissimi è pericoloso

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Cosa succede nel lungo periodo ancora non ci è dato sapere. Certamente è una infezione che interessa molti organi e chi ha il sistema immunitario non efficiente. La prudenza è quindi fondamentale anche per i giovanissimi.

Il via libera alle vacanze, ha significato soprattutto per i molto giovani di dimenticarsi dell’esistenza del virus. Mentre il virus è ancora tra di noi. Tant’è che soprattutto in alcune aree del paese, e coloro che sono andati all’estero, ha contagiato tantissimi ragazzi, che non hanno rinunciato ad assembramenti in discoteche e nei locali e bar. Molti di loro, asintomatici ma positivi senza sapere di esserlo, hanno portato il virus in giro.
Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di ricerca in Statistica medica ed Epidemiologia dell’Università Campus Biomedico di Roma, da giorni lancia l’allarme che corrono i più giovani. “Parecchi dei quali – dice – col coronavirus hanno un rapporto per così dire disinvolto. Soprattutto nei luoghi di vacanza e di movida, e in particolare in queste settimane di piena estate. Per tornare poi a casa qualche volta positivi, spesso asintomatici, e diffondere il virus in famiglia”.

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Contagio e divertimento
Come se i tanti sacrifici fatti durante il lochdown dovessero all’improvviso essere spazzati via. E quindi di dare libero sfogo al divertimento.
“La voglia di divertirsi si può capire, ma ci si deve divertire con criterio e buon senso, sempre osservando le tre regole fondamentali: mascherina, adeguato distanziamento, lavaggio frequente e accurato delle mani. Si tratta di tre comportamenti in fondo banali e semplici da mettere in atto, ma che salvano tutti d all’infezione. Bisogna ricordare che questo virus è molto contagioso, bastano 10-15 minuti di contatto con un infetto a una distanza che non sia di sicurezza o senza mascherina per infettarsi a propria volta.
A questo punto c’è da chiedersi il perché non tutti i giovani che vengono a contatto tra di loro non si contagiano.
 
Il Sistema immunitario
“Perché si ammala chi ha un sistema immunitario che in quel momento non è capace di produrre anticorpi a sufficienza. O chi ha il diabete, o chi poco prima del contatto con un positivo ha sostenuto uno sforzo fisico importante, anche solo una partita di calcio, e il suo sistema immunitario non ha ancora recuperato”.
Senza dimenticare che anche il semplice ballare richiede un certo sforzo fisico e quindi risultare più indeboliti.
“Ballare richiede sforzo fisico, e aumentando lo sforzo aumenta la frequenza del respiro, e quindi anche l’emissione delle particelle che veicolano il virus. Per questo il rischio di contagio in discoteca è alto. E poi c’è la questione della distanza: ballare a distanza di sicurezza, come ballare con la mascherina, è praticamente impossibile. E comunque di fatto non accade, stando ai filmati e alle immagini che tutti abbiamo visto. Anche fuori dalle discoteche, nei luoghi di aggregazione e movida, mascherine e distanza non sono stati e non sono comportamenti diffusi. Avrebbero dovuto esserlo, dovrebbero esserlo”. 

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Quando fare il tampone
In questi giorni di ritorno a casa dei ragazzi, si è avuto un picco dei casi positivi. La preoccupazione quindi regna, e non solo tra i familiari dei positivi. Chi allora deve fare il tampone?
Tutti coloro che sono venuti a contatto con una persona risultata positiva. Anche se la persona positiva è asintomatica e si è asintomatici a propria volta. E naturalmente chi sa di aver avuto comportamenti a rischio e presenta sintomi come la perdita del senso dell’olfatto e del gusto, febbre anche più bassa di 38 gradi, un po’ di tosse, e sintomi gastrointestinali. 
La superficialità di molti ragazzi forse è dovuta alla convinzione che il virus anche se contratto alla loro giovane età non genera conseguenze. Quasi come se la loro giovinezza potesse avere la meglio sul virus.
“No, non è così. Un’infezione virale di questo tipo può lasciare strascichi per diverse settimane. Per esempio una miastenia, ovvero un senso di intensa e costante stanchezza. Una infiammazione a livello cardiologico. Può durare a lungo anche l’assenza del senso di gusto e olfatto, che secondo uno studio irlandese è frequente soprattutto nei giovani. Parliamo di effetti transitori, ma comunque di disagi. E di disagi evitabili. Noi non sappiamo cosa questo virus lascia in eredità una volta passata l’infezione, anche se lo si incontra a 20 anni”.
Vale ricordare, quindi, che a qualsiasi età bisogna portare la mascherina nei luoghi affollati, mantenere la distanza, e lavarsi le mani. Inoltre si possono utilizzare dei prodotti a base di sostanze naturali che aiutano a stimolare le difese immunitarie e che proteggono le vie respiratorie.

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