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Trapianti di rene: Cnt avvia sistema ‘a catena’, più possibilità per chi attende

Roma, 23 lug. 2019. – Oggi ci sono in Italia oltre 6 mila pazienti in attesa di un trapianto di rene. Un’opportunità in più da questa settimana su tutto il territorio nazionale è data dal programma di trapianto da vivente in modalità Deck (DECeased Kidney), così come riferisce il Centro nazionale trapianti così come è confermato dallo stesso direttore del Cnt Massimo Cardillo. “Si tratta – egli spiega – di una particolare tipologia di trapianto cross-over che permette di utilizzare gli organi di familiari disposti a donare ad un proprio congiunto, ma non compatibili tra loro. A partire dall’organo di un donatore deceduto si avvia una catena che moltiplica il numero dei trapianti possibili”.

Un trapianto ” a catena”, dunque, che così può consentire di attuare più trapianti di rene, partendo da un donatore deceduto. Al tempo stesso con questo metodo si rispettano sia le liste di attesa che le priorità dei casi più urgenti.

Come funziona la catena? Si parte tutto da un donatore deceduto da cui si espianta uno dei suoi reni che è destinato ad un paziente che ha a sua volta uno dei suoi familiari disposto a donargli il proprio rene ma purtroppo non ha compatibilità. La catena può andare avanti “incastrando” diverse coppie di donatori riceventi. L’ultimo donatore, infatti, ‘restituisce’ e mette a disposizione il rene alla comunità dei pazienti che sono in lista d’attesa da cadavere. Tutto questo, quindi, aumenta le possibilità di incrocio tra i candidati al trapianto, permette di ridurre i tempi della lista d’attesa e consente di trattare un numero maggiore di pazienti.
“Il programma Deck – spiega una nota del Cnt – è un’innovazione a livello mondiale: la fase sperimentale è partita nel marzo 2018 grazie al lavoro del Centro trapianti di rene e pancreas dell’azienda ospedaliera dell’università di Padova, diretto da Paolo Rigotti, del Centro regionale trapianti della Regione Veneto e del Nord Italia Transplant. Ad oggi sono state realizzate 5 catene di questo tipo: complessivamente le coppie coinvolte sono state 9 mentre i trapianti sono stati 14, realizzati, oltre che a Padova, nei centri di Bari, Parma e Bologna”.
“L’opzione del trapianto da vivente in Italia – continua Cardillo – è sempre più utilizzata dai pazienti con insufficienza renale cronica, grazie anche agli ottimi risultati e alla totale sicurezza della procedura per il donatore”.
“Tuttavia spesso la donazione diretta tra persone legate affettivamente non è possibile a causa di un’incompatibilità immunologica. Il programma Deck è una grande occasione per aumentare il numero dei trapianti da vivente, che è uno degli obiettivi principali della nostra rete trapiantologica nazionale”, conclude. Nel 2018 in Italia sono stati effettuati 2.117 trapianti di rene: in 287 casi l’intervento è stato possibile grazie a un donatore vivente.

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