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Reumatologi, il Tar ha riconosciuto libertà prescrittiva medici

Fonte : La Repubblica –

di Sara Pero –

danno dei pazienti”

È STATA appena respinta dal Tar del Piemonte la proposta che era stata mossa dalle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lazio, Sardegna e Veneto per l’acquisto di un unico farmaco biosimilare per la cura di alcune malattie reumatiche. “Un tentativo di monopolio” – che avrebbe messo fuorigioco il farmaco originator – al quale si erano opposti i reumatologi, presentando al Tar un ricorso contro questa decisione: “Abbiamo contrastato un tentativo di monopolio inaccettabile”, dicono gli esperti, commentando l’ordinanza che arriva mentre a Rimini è in corso il 55° Congresso nazionale della Società italiana di reumatologia (Sir).

“Abbiamo deciso di rivolgerci alla giustizia amministrativa solo per tutelare le condizioni di salute dei pazienti – spiegano Luigi Sinigaglia, presidente eletto, e Mauro Galeazzi, presidente uscente della Sir -. Per l’ennesima volta ribadiamo che noi siamo favorevoli all’uso di biosimilari che sono farmaci sicuri ed efficaci, ma non possiamo adbicare al principio della libertà e dell’adeguatezza prescrittiva che sarebbero venute meno in caso di un unico farmaco disponibile. Anche per questo vogliamo cercare un confronto con le Istituzioni locali per spiegare le nostre ragioni”.
• LA POSIZIONE DEI REUMATOLOGI
Libertà e adeguatezza prescrittiva. Sono queste le parole d’ordine che hanno portato avanti i reumatologi. Non ci sono stati infatti a rischiare – nell’eventualità che il loro ricorso non fosse andato a buon fine – di dover prescrivere ai propri pazienti, affetti da patologie serie e invalidanti, come artrite reumatoide e artrite psoriasica, un unico farmaco, il biosimilare appunto.

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“Utilizzare il farmaco biosimilare può andar bene per un paziente naive, che inizia per la prima volta la terapia. Ma sostituire una cura che ad esempio viene fatta già da anni con il farmaco originator su un paziente, che peraltro va bene, con una basata sul biosimilare, può portare con sé una serie di rischi per la salute del malato che non si possono sottovalutare, sia in termini di efficacia della terapia sul singolo malato sia se pensiamo agli effetti collaterali”, spiega Galeazzi.

• I RISCHI DI MODIFICARE UNA TERAPIA PER MOTIVI NON MEDICI
Uno dei rischi maggiori di modificare una terapia per motivi non medici, come sottolinea Sinigaglia, è legato al fatto che “stanno uscendo sempre più biosimilari ed è ipotizzabile che questi nuovi farmaci costeranno sempre meno dei precedenti. Se vale la legge dello switch non medico della terapia, il paziente potrebbe trovarsi di anno in anno a passare a un farmaco sempre diverso, che è un gran rischio dal punto di vista clinico, per le possibili conseguenze”.

Il biosimilare è un farmaco equivalente ma non identico al generator, come fa notare Carlomaurizio Montecucco, presidente fondazione Fira, che riflette: “O l’appropriatezza prescrittiva, e con essa anche le responsabilità che ne derivano, è in carico al medico, oppure l’appropriatezza prescrittiva è in carico alle strutture amministrative su base economica”.

• IL PROSSIMO PASSO
“Come Sir ora manterremo alta l’attenzione e vigileremo perché sia salvaguardata e garantita l’adeguatezza prescrittiva ai reumatologi di tutta Italia”, spiega Galeazzi, che conclude: “Avremo tra poco anche un colloquio con Aifa, perché se si devono fare degli switch si devono fare sottocontrollo”.

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