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L’alluce valgo, quando preoccuparsi

Alluce valgo quali sono cause e i rimedi
Alluce valgo come porre rimedio e cause

A volte è visibile ad occhio nudo. Spinge verso l’esterno del piede e deforma persino le scarpe. Sembra quasi che volesse uscire fuori. Parliamo dell’alluce valgo.

Che non rappresenta solo un fatto estetico, bensì a volte un limite alla normale deambulazione. A volte è accompagnato da dolore insostenibile. L’alluce valgo colpisce soprattutto il genere femminile, con un rapporto di frequenza di dieci a uno rispetto agli uomini. Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalla Società italiana di Ortopedia e traumatologia (SIOT), circa il 40 % delle donne sarebbe portatrice di questa deformazione. Quella protuberanza che comunemente viene chiamata “cipolla”, colpisce l’articolazione alla base del primo dito, determinando la deviazione dell’alluce. Seppure più frequente nelle donne adulte, risulta ormai presente anche nei ragazzi tra i 12 e i 17 anni.

Quali le cause

Le cause che determinano l’insorgenza dell’alluce valgo sono diverse. Tra le più accreditate è quella di avere il piede piatto. Inoltre una certa importanza è data dall’indossare per lungo tempo calzature inadatte. Altra causa può essere dovuta alla familiarità. Oppure a malattie di origine reumatiche o neurologiche. Come anche può essere dovuto a pregresse microfratture che non si sono saldate in maniera corretta.

La curiosità è che spesso il paziente lamenta il dolore proveniente da parti del piede che non sia l’alluce. Difatti il paziente riferisce dolore a livello del secondo e terzo dito, oppure della pianta del piede, dove vi è l’attacco delle dita al metatarso.

In altri casi anche il semplice calzare le scarpe può provocare dolore. Non solo per la presenza dell’alluce valgo, ma anche a causa della deformazione delle dita collaterali, come il dito a martello.

Quali i rimedi

Alluce valgo rimedi e cause

Prevenire è meglio che curare. Pertanto il primo intervento è quello di indossare per tempo un plantare su misura, in modo da correggere il piede piatto. Non solo. Ma è anche il caso di calzare scarpe comode o specialistiche come quelle ortopediche. In caso di presenza di dolore, si può ricorrere alla somministrazione di antidolorifici. Qualora, però, il dolore diventa insostenibile e ricorrente è il caso di rivolgersi ad uno specialista ortopedico che valuterà la possibilità di intervenire chirurgicamente.

La chirurgia che viene effettuata prevede quattro possibilità di intervento.

-La chirurgia tradizionale e mininvasiva che prevedono la fissazione dell’osso con una sintesi interna oppure esterna. Viene effettuata in day surgery, ha una durata mediamente di 15 minuti e l’anestesia è solo locale. In caso vengano coinvolte anche le dita laterali, l’intervento ha una durata di circa 45 minuti.

-La chirurgia percutanea che prevede solamente il bendaggio.

-Nei casi gravi ed avanzati in cui si sia già manifestata un’artrosi importante, si passa all’artrodesi, una tecnica chirurgica in cui si fonde l’articolazione dell’alluce.

Sono necessari circa due mesi dall’intervento prima di potere camminare gradatamente con scarpe comuni. La guarigione completa si avrà a distanza di tre mesi dalla chirurgia.

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