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Tumore del polmone: con l’immunoterapia aumenta la sopravvivenza anche nei casi più gravi

Fonte : La Repubblica –

Grazie a pembrolizumab, aumenta la percentuale di pazienti vivi a cinque anni. I dati presentati al congresso della Società americana di oncologia clinica –

L’IMMUNOTERAPIA sta davvero cambiando la storia del tumore del polmone. Cinque anni di dati mostrano infatti che pembrolizumab aumenta in modo significativo la sopravvivenza complessiva dei pazienti con un tumore del polmone non a piccole cellule avanzato. Lo dimostra lo studio KEYNOTE-001, presentato in questo momento a Chicago, al meeting dell’American Society of Clinical Oncology: dopo un follow up di 5 anni è ancora in vita il 23,2% delle persone che non erano sottoposte a chemioterapia in precedenza e il 15,5% di chi invece aveva già fatto il trattamento. Secondo i dati Airtum, ci sono 42mila nuovi casi all’anno in Italia e il 70-80% sono già con metastasi.

Un aumento importante della sopravvivenza

Nell’epoca pre-immunoterapia, questa percentuale era del 5,5%. I risultati migliori si sono avuti nei pazienti che mostrano una espressione alta del marcatore PD-L1. Quello presentato oggi, in pubblicazione anche sul Journal of Clinical Oncology, è il follow up più lungo per questo importante farmaco immunoterapico. “Questo studio mostra due cose. La prima: dobbiamo cambiare il modo in cui guardiamo questi pazienti, che fino ad ora avevano una prognosi molto negativa, perché se trattati in maniera appropriata possono sopravvivere in percentuale significativa. La seconda: dobbiamo fare studi clinici che individuino i pazienti che meglio possono rispondere a questa terapia”, ha commentato David L. Graham, oncologo dell’American Society of Clinical Oncology.

Lo studio Keynote-001

I pazienti sono stati seguiti per una media di oltre 60 mesi, quindi circa 5 anni, dopo i quali era vivo il 18%: un dato che mette insieme il 23% di coloro che non avevano ricevuto alcun trattamento prima di pembrolizumab e il 15,5% di quanti invece erano stati sottoposti a un trattamento in precedenza. In particolare, fra chi ha ricevuto l’immunoterapico come primo farmaco mostrano un vantaggio maggiore i pazienti che hanno un’espressione di PD-L1 superiore al 50%. Anche nel secondo gruppo la sopravvivenza è maggiore in coloro che hanno questo marcatore espresso in maniera importante.“I dati fanno vedere quello che abbiamo già visto in altri tumori con l’immunoterapia: se selezioniamo i pazienti otteniamo migliori risultati. Tuttavia si tratta di pazienti per i quali c’è ancora molto da fare”, ha concluso Graham.

“Lo studio KEYNOTE 001 – afferma Marina Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco Polmonare, Dipartimento Oncologia Medica, presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale di Tumori di Milano – mostra che, a 5 anni, il beneficio di pembrolizumab in monoterapia si mantiene a lungo termine, con un buon profilo di tossicità: la mediana di sopravvivenza globale ha raggiunto i 35,4 mesi nei pazienti con PD-L1 superiore al 50%, con un tasso di sopravvivenza del 30%. Dato importante perché in passato questi malati avevano una sopravvivenza limitata, inferiore al 5%.

Lo studio Keynote 189

A Chicago stanno per essere presentati anche i dati aggiornati dello studio KEYNOTE 189 che confermano l’efficacia della combinazione pembrolizumab e chemioterapia indipendentemente dall’espressione di PD-L1, inclusi i pazienti PD-L1 negativi. “Lo studio KEYNOTE 189 – prosegue Garassino – contiene anche la prima presentazione della sopravvivenza libera da progressione 2 (PFS2), endpoint utilizzato per valutare l’impatto della sequenza di trattamento sul beneficio. Ne emerge che la sequenza del trattamento nel tumore del polmone deve sempre iniziare con l’immunoterapia in prima linea”.

“Nei pazienti che esprimono PD-L1 – aggiunge Garassino – oggi abbiamo due potenziali opzioni terapeutiche: pembrolizumab in monoterapia, che è già disponibile in Italia, o la combinazione pembrolizumab e chemioterapia, approvata a livello europeo. Tutti gli altri pazienti, indipendentemente dall’espressine di PD-L1, potranno essere sottoposti a questa combinazione in prima linea, quando sarà approvata dall’ente regolatorio italiano”.

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