OKSalute.it
Oncologia Salute

Tumore al pancreas, nel 2020 sarà il secondo più letale dopo i polmoni

Fonte : Corriere della Sera Salute –

di Vera Martinella

I casi in Italia sono quasi raddoppiati in 10 anni e solo 8 pazienti su 100 sono vivi 5 anni dopo la diagnosi. Per arginare il pericolo: non fumare, seguire una dieta sana, stare alla larga dai chili di troppo e dal diabete

Non è fra i tumori più frequenti, ma il numero di casi è in crescita e in Italia negli ultimi 10 anni le diagnosi sono quasi raddoppiate: se nel 2002 si sono ammalati di cancro al pancreas 8.600 connazionali, nel 2017 si è passati a 13.700. Come se non bastasse, stiamo parlando di una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole: solo 8 pazienti su 100 sono vivi cinque anni dopo la diagnosi. E se già oggi nel nostro Paese è al quarto posto fra i tumori più letali, si prevede che nel 2020 arriverà al secondo posto di questa poco ambita classifica (dietro al polmone). Ed entro il 2030 potrebbe essere al primo. Sotto accusa gli stili di vita: fumo, scorretta alimentazione, alcol e l’eccesso di peso. «In particolare negli ultimi anni abbiamo purtroppo assistito a una sempre maggior diffusione di obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica (una condizione che comprende valori elevati di circonferenza dell’addome, ipertensione, trigliceridi e glicemia), che sono fra i fattori di rischio principali per questa malattia – dice Giampaolo Tortora, direttore dell’Oncologia Medica all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e fra i maggiori esperti italiani in questa patologia -. Sebbene molto resti ancora da capire su quali siano le cause di questo tipo di cancro, c’è però qualcosa che si può fare per limitare il rischio: non fumare, seguire una dieta sana e stare alla larga dai chili di troppo».

Letale anche per i personaggi illustri

Statistiche alla mano, sebbene si tratti ancora oggi di una neoplasia rara (rappresenta solo il 3 per cento di tutti i casi di cancro) nell’ultimo decennio il numero di diagnosi è cresciuto in modo vertiginoso in tutto il mondo. Colpisce soprattutto persone fra i 60 e gli 80 anni, è aggressivo e quasi sempre letale, spesso nell’arco di pochi mesi. Come hanno dimostrato anche i casi di malati celebri: il tenore Luciano Pavarotti (morto nel 2007 con una diagnosi ricevuta nel 2006), l’attore Patrick Swayze (diagnosticato nel gennaio 2008 e deceduto nel settembre 2009) o il co-fondatore di Apple Steve Jobs (che ha però lottato contro la malattia dal 2004 fino al 2011).«Resta un nemico difficile da combattere anche perché spesso viene diagnosticato in fase avanzata – spiega Tortora -: in Italia solo 7 malati su 100 hanno una diagnosi in stadio iniziale. Purtroppo, infatti, la malattia, nelle prime fasi, non dà sintomi chiari e quando questi compaiono ha ormai cominciato a diffondersi agli organi circostanti e le probabilità che le cure abbiano successo sono poche».

Niente tabacco, fa lievitare il rischio di ammalarsi

Sebbene sia un evento assai raro, anche la genetica può avere un ruolo: la storia familiare è però responsabile di meno del 10 per cento dei tumori pancreatici.Il fumo, anche passivo, rappresenta invece il fattore di rischio più grande per lo sviluppo del cancro al pancreas, come prova una lunga serie di studi iniziata già nel 1966: i tabagisti presentano un rischio di incidenza della patologia aumentato anche del 70 per cento rispetto a chi non fuma e, senza sigarette, si potrebbero evitare 3 casi su 10. Maggiore è il numero di sigarette fumate più grande è il pericolo, ma se si smette, col passare del tempo, il rischio cala.

Pericolo sovrappeso, obesità e alcolici

«È stata scientificamente dimostrata una solida relazione fra chili di troppo e cancro al pancreas – dice Tortora -. L’obesità aumenta del 12 per cento il rischio di questa malattia e chi è sovrappeso da adolescente corre più pericoli da adulto. Soprattutto quando il grasso è stratificato sull’addome e sono presenti intolleranza al glucosio, resistenza all’insulina e diabete. Attenzione quindi agli alimenti altamente calorici, ricchi di proteine di origine animale, grassi e carboidrati raffinati. E meglio limitare il consumo di bibite zuccherate, carni rosse e insaccati, così come serve cautela per l’alcol: la pancreatite alcolica, che è una delle più gravi conseguenze del consumo cronico di alcolici, aumenta addirittura di 10 volte il rischio di tumore». Via libera invece a frutta e verdura, che si devono mangiare in abbondanza, durante i pasti o come spuntino nel corso della giornata. La dieta migliore è quella mediterranea, che prevede un regolare consumo di verdure, frutta, pesce, carboidrati, olio di oliva, cereali e legumi.

Attenzione al diabete

In Italia vivono circa 3 milioni di persone con diabete, malattia che risente moltissimo dell’alimentazione scorretta e della sedentarietà (tenersi in costante movimento è in grado di ridurre il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro, mentre una scarsa attività fisica favorisce chili di troppo, diabete e vari meccanismi che scatenano il tumore). «Alcuni studi, condotti su pazienti malati di diabete da oltre 10 anni, hanno rilevato un aumento del 50 per cento di rischio di tumore al pancreas – dice l’esperto -. Altre ricerche poi hanno evidenziato che quando il diabete peggiora in fretta o compare improvvisamente in un adulto può essere spia di questa neoplasia: fare controlli dopo una diagnosi di diabete mellito di tipo 2 o il suo rapido aggravarsi potrebbe quindi aiutare a scovare tumori ancora non visibili e che non hanno dato sintomi».

Post correlati