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Melanoma, vi è una terapia di precisione che previene il rischio di ricadute

melanoma pelle

Melanoma: l’AIFA ha approvato la combinazione di due farmaci per il trattamento delle recidive nei pazienti con melanoma in fase III e con mutazione BRAF.

I casi di melanoma in Italia sono in continua crescita. Se presi in tempo, comunque, sono tumori ormai che portano a guarigione i pazienti. Per i casi, infatti, di tumore scoperti in fase precoce (fase I) la sopravvivenza a cinque anni è del 98 per cento. Mentre per coloro che sono in fase II, quando cioè la malattia ha superato solo di qualche millimetro lo strato superficiale della cute, la percentuale di guarigione a cinque anni è del 90 per cento. Se invece il tumore è nella fase III, ha cioè interessato già i linfonodi la prognosi peggiora. In questi casi anche dopo l’asportazione chirurgica, vi è un’alta possibilità di recidiva.
Per queste persone (il 15 % dei melanomi) è arrivata una speranza in più.
L’AIFA ( Agenzia italiana del farmaco) ha reso disponibile anche in Italia una nuova terapia. Infatti ha approvato la rimborsabilità di due farmaci dabrafenib e trametinib come trattamento in combinazione del melanoma adiuvante.

melanoma sole

Su quali pazienti utilizzarli?
«Oggi, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi della ricerca scientifica possiamo dire di aver riscritto la storia di questa malattia – spiega Paola Queirolo, direttore della Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano -. Stiamo vivendo un nuovo capitolo della cura del melanoma, in cui l’avvento della medicina di precisione ha permesso di avere opzioni terapeutiche efficaci anche nella fase adiuvante. Con la combinazione dabrafenib/trametinib, dopo la cronicizzazione della malattia nella fase avanzata (IV stadio), possiamo aumentare la probabilità di guarigione dei pazienti con malattia in fase precoce (stadio III) e con mutazione BRAF che potenzialmente hanno un maggiore rischio di recidiva». La mutazione BRAF è presente in circa la metà dei malati di melanoma e, pertanto su di essi è possibile utilizzare i due farmaci per ridurre il rischio di recidive.


Riduzione delle recidive e allungamento della sopravvivenza
«Il trattamento con dabrafenib e trametinib si è dimostrato efficace perché agisce in maniera selettiva “spegnendo” l’attività continuativa della proteina BRAF generata a seguito della mutazione genica. Bloccando l’evoluzione del tumore e garantendo un’elevata efficacia e una maggiore aspettativa di vita, nelle fasi più precoci del melanoma. Riducendo notevolmente il rischio di recidive – dice Michele Del Vecchio, responsabile dell’Oncologia Medica Melanomi alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano -. Le precedenti opzioni terapeutiche approvate, avevano un alto livello di tossicità e scarsi vantaggi in termini di sopravvivenza». I risultati ottenuti dall’utilizzo della combinazione dei due farmaci sono molto incoraggianti. E derivano dallo studio COMBI-AD effettuato su pazienti già operati ed al terzo stadio. Nei pazienti trattati con dabrafenib/trametinib il tasso di sopravvivenza globale a 3 anni è stato dell’86% rispetto al 77% del placebo.

melanoma dermatologo


Eseguire un Test di laboratorio nel melanoma al III stadio
Poiché sono state individuate delle mutazioni genetiche alla base della proliferazione incontrollata delle cellule di melanoma, è bene fare un test di laboratorio nei pazienti in fase III. «Fra questi il gene BRAF, che produce una proteina anomala che non funziona più correttamente inviando un segnale di moltiplicazione alla cellula anche quando non dovrebbe, dando luogo quindi alla replicazione non controllata delle cellule tumorali – afferma Giuseppe Palmieri, presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), Responsabile Unità di Genetica dei Tumori, ICB-CNR Sassari -. Per questo nei pazienti ad alto rischio (III stadio) si raccomanda l’esecuzione del test per la determinazione dello stato mutazionale di BRAF. Un test di laboratorio, eseguito su un campione di tessuto prelevato tramite biopsia. È solo sulla base del risultato del test e della valutazione del paziente da parte di un team multidisciplinare che si potrà scegliere la migliore strategia terapeutica per ogni singolo paziente».


Tutti i medici specialisti, dal dermatologo al radiologo, devono concorrere, ognuno secondo la propria competenza, alla presa in carico complessiva del paziente. Anche se la diagnosi precoce e la visita da un dermatologo, sono i mezzi più efficaci per anticipare l’evoluzione del melanoma.

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