OKSalute.it
Invecchiare in salute Oncologia Salute

Prostata, quando bisogna preoccuparsi

Ipertrofia prostatica

L’ipertrofia prostatica, non è altro che un aumento di volume, di origine benigna, della prostata, con caratteristiche uniche. Non è pertanto un tumore.

La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile, a forma di castagna, e che si trova immediatamente sotto la vescica.

Al suo interno passa il primo tratto dell’uretra, vale a dire il canale che è deputato a portare  l’urina dalla vescica verso l’esterno.

Dove è collocata la prostata

Quando vi è una ipertrofia prostatica benigna (IPB), si ha un ingrossamento di una parte della prostata. Quella più vicina alla vescica.

Tale aumento di volume determina un aumento della lunghezza dell’uretra, impedendole di allargarsi ad imbuto. Che ha come conseguenza la difficoltà di svuotare la vescica dall’urina durante la minzione.

In altre parole, la spinta pressoria che viene generata dalla contrazione della vescica, trova un ostacolo dall’ingrossamento della prostata, che ne condiziona lo svuotamento.

Ipertrofia prostatica benigna

Da cosa è causata l’ipertrofia della prostata?

L’ipertrofia prostatica è causata soprattutto dall’invecchiamento.

Con il trascorrere degli anni, e con l’avanzamento dell’età, vengono a modificarsi quei fattori che incidono sulla funzionalità della prostata.

Difatti essa è regolata da fattori biochimici, ormonali, nutrizionali e da stili di vita, che cambiano col passare degli anni.

Non tutti i soggetti sviluppano allo stesso modo e con gli stessi tempi una ipertrofia prostatica benigna.

Questo perché ogni uomo ha delle caratteristiche soggettive legate ai fattori che regolano la funzione prostatica.

Sintomi della Ipertrofia prostatica

L’ingrossamento del tessuto prostatico crea un ostacolo che determina una difficoltà nella minzione. Questo perché la vescica non è in grado di aumentare la sua forza contratile per vincere l’ostacolo.

Ciò comporterà una progressiva difficoltà ad urinare.

Bisogno di urinare spesso. Necessità di alzarsi durante il sonno della notte una o più volte per andare ad urinare.

Bisogno improvviso ed irrefrenabile di urinare, soprattutto dopo una passeggiata o quando si sente un rumore d’acqua, proveniente da un rubinetto.

Durante la minzione l’urina esce con un getto debole, sottile, ed a volte intermittente oppure con sgocciolamento alla fine dell’atto. Si ha come la sensazione di non avere svuotato completamente la vescica.

A volte è necessario aspettare qualche secondo prima di essere in grado di urinare. Oppure bisogna contrarre i muscoli addominali per potere spingere l’urina ad uscire.

Le conseguenze che seguono a questi disturbi, sono l’incontinenza o la incapacità ad urinare.

Nel primo caso non si riesce a trattenere l’urina e si ha un impellente bisogno di urinare. Nel secondo caso, invece, bisogna applicare un catetere vescicale.

Qualora i sintomi vengano presi sotto gamba e si trascurino, possono esserci ulteriori complicanze come calcoli vescicali, presenza di sangue nelle urine (ematuria), fino a potersi determinare una insufficienza renale.

Cosa fare per diagnosticare l’insufficienza prostatica (IPB)

Bisogna rivolgersi allo specialista urologo, che eseguirà una esplorazione rettale, che gli consentirà di identificare la presenza e le caratteristiche dell’IPB.

Esplorazione rettale per il controllo della prostata
L’esplorazione rettale digitale della prostata consiste nella palpazione della superficie prostatica attraverso l’introduzione del dito indice guantato nell’ano del paziente.

Onde escludere la concomitanza di sintomi con altre malattie, l’urologo potrà eseguire altri esami.

Tra questi una ecografia addominale, la uroflussimetria e il PSA.

Quali sono le terapie

Una volta giunti alla diagnosi di ipertrofia prostatica, si devono contenere i sintomi.

  • Buona norma è mantenere un intestino libero e quindi pulito.
  • Bere acqua lontano dai pasti.
  • Fare attività fisica, come il camminare almeno per 30 minuti al giorno.
  • Evitare l’alcol e i cibi o le bevande irritanti.

Accanto a queste abitudini comportamentali vi sono anche quelle prettamente farmacologiche.

Esse si basano sugli inibitori della 5-a-reduttasi. E gli alfa litici che migliorano il rilasciamento delle cellule muscolari della prostata, favorendo lo svuotamento vescicale.

Giuseppe Carrieri, direttore del dipartimento di assistenza integrata nefro-urologica degli ospedali Riuniti di Foggia sostiene che nessuno dei farmaci che vengono utilizzati per ridurre il volume prostatico e i cambiamenti ormonali, ha un’azione antinfiammatoria. Invece per migliorare la qualità della vita , bisogna intervenire precocemente sui processi infiammatori che sottendono all’ipertrofia prostatica.

Un nuovo approccio terapeutico è dato dall’estratto di Serenoa repens, sotto forma di integratore. 

Infatti, come ammette lo stesso Carrieri, la Serenoa repens è in grado di ostacolare la sintesi delle interleuchine, e pertanto si comporta come un vero e proprio farmaco.

Pur essendo un integratore.

Il che comporta anche che non siano presenti e conosciuti effetti collaterali.

Ciò ha un vantaggio indiscusso. Perché è così possibile fare dei trattamenti precoci e proseguirli per lunghi periodi.

La terapia medica, quindi, è il primo approccio, che se dà i suoi frutti può consentire di fare a meno del trattamento chirurgico. O comunque di destinarlo principalmente nei casi in cui il getto urinario è quasi del tutto bloccato.

Post correlati