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I possibili sintomi di un tumore? Solo due 50enni su 100 ci pensano

Vera Martinella

Fonte: Corriere della Sera Salute

Sono 13 i «campanelli» da non trascurare: senza allarmarsi bisogna farsi vedere da un medico. Troppe persone, però, in presenza di un segnale lo sottovalutano

Hanno sintomi che dovrebbero preoccuparli perché potrebbero essere spie di un tumore, ma pensano che siano acciacchi dovuti all’età o disturbi di poco conto. Così due persone su cento potrebbero mettere a rischio la loro vita perché sottovalutano i potenziali campanelli d’allarme. E’ quanto trapela da uno studio britannico finanziato dal Cancer Research UK e pubblicato sulla rivista Plos One che ha interpellato oltre 1.700 persone sui possibili sintomi preoccupanti e probabili indizi della presenza del cancro. Dagli esiti dell’indagine emerge, infatti, che oltre la metà degli intervistati aveva avuto nei precedenti mesi almeno un segnale da «spia rossa» che doveva allertarli, ma soltanto il due per cento delle persone in pericolo ha pensato che potesse trattarsi di un tumore.

Lo studio su persone over 50

I ricercatori hanno inviato a 1724 persone ultra50enni dei questionari sulla salute in cui venivano elencati 17 segnali della presenza di una neoplasia, 10 dei quali molto noti e frequentemente ricordati da specialisti e mass media, come una tosse persistente e inspiegabile, un sanguinamento insolito, un cambio duraturo nelle abitudini e nel funzionamento di intestino o vescica. E’ stato loro chiesto d’indicare quali sintomi avessero avuto nei tre mesi precedenti e quale pensavano potesse esserne la causa, se temevano fossero gravi e se avessero interpellato al riguardo il loro medico di famiglia o uno specialista. Il 53 per cento aveva avuto un sintomo allarmante: nel 20 per cento dei casi una tosse persistente, nel 18 un cambio d’abitudini intestinali, i più comuni; solo nel 4 per cento dei casi si trattava invece di difficoltà a deglutire o perdita di peso inspiegabile (gli indizi meno diffusi). Dagli esiti è infine emerso che la maggior parte delle persone raramente attribuiva quelle spie al cancro, essendo piuttosto propensa a credere si trattasse di disturbi dell’età, infezioni o altre patologie poco temibili.

La diagnosi precoce salva la vita, non si deve perdere tempo

«Se è vero che molti individui con sintomi pericolosi e attribuibili al cancro in realtà non hanno un tumore, è anche vero che è determinante non trascurare quelle “spie rosse” – sottolinea Katriina Whitaker, ricercatrice allo University Colle di Londra e autrice principale dell’indagine -. Perché nella minoranza dei casi in cui si ha davvero a che fare con una neoplasia guadagnare tempo può salvare la vita. Senza dimenticare che quegli indizi possono comunque portare alla diagnosi di altre malattie, magari meno gravi, ma che vanno comunque curate». Sul perché le persone temporeggino a lungo davanti a un campanello d’allarme e sui motivi che li portano a non valutare l’ipotesi che si tratti di cancro, gli studiosi britannici pensano che la paura sia sempre il movente principale: «E’ preoccupante che persino i segnali più ovvi e ben noti (come noduli che crescono o nei che cambiano) legati ai tumori siano sottovalutati – continua Whitaker -. Sappiamo che molte persone riconoscono i campanelli d’allarme principali, eppure se devono associarli alla loro personale situazione sembrano non fare il collegamento. Il timore di essere in prima persona colpiti da una neoplasia pare essere la spiegazione principale per cui, pur essendo informati sul piano generale, non collegano il sintomo a sé stessi. Non vogliono neppure sospettare di avere il cancro».

13 campanelli da non trascurare, senza allarmarsi

Fortunatamente gli esiti dell’indagine indicano però che sei intervistati su 10 avevano contattato un dottore di fronte a un sintomo persistente e preoccupante. Questo l’elenco dei «campanelli d’allarme per un tumore» steso dal Cancer Research britannico: un nodulo o un rigonfiamento insolito in una zona qualsiasi del corpo; un cambiamento nella forma, dimensioni o colore di un neo; un dolore che non passa da settimane; una ferita nella bocca o sulla lingua che dura da più di tre settimane; tosse o voce roca perduranti da più di tre settimane; persistente difficoltà a deglutire o digerire; difficoltà nell’urinare; sangue nelle urine, nelle feci o nell’espettorato; una perdita di peso inspiegabile o immotivati e frequenti sudori notturni; un dolore incomprensibile che dura da oltre un mese; una mancanza di fiato pesante e che perdura; perdite vaginali insolite tra un ciclo e l’altro o dopo la menopausa; un persistente rigonfiamento dell’addome. «La presenza di una o più di queste spie non vuole necessariamente dire che si è malati di cancro – concludono dagli esperti -. Non è necessario spaventarsi, ma è indispensabile farsi vedere da un dottore per capirne il motivo, che prescriverà esami e accertamenti se lo riterrà opportuno».

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