OKSalute.it
Neurologia Oncologia Salute

CAR – T, parte in Italia la prima terapia genica contro un tumore del sistema nervoso nei bambini

Fonte : La Repubblica –

di Tiziana Moriconi –

All’ospedale Bambino Gesù di Roma, dall’inizio del 2018 sono stati trattati i primi 8 pazienti con neuroblastoma. La notizia arriva all’apertura del congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica. Intervista a Franco Locatelli

E’ partita a Roma, al Bambino Gesù, la prima sperimentazione della terapia cellulare CAR-T contro un tumore del sistema nervoso, il neuroblastoma, nei bambini. La notizia arriva all’apertura del XX congresso del’Associazione Italiana di Oncologia Medica, e a darla è Franco Locatelli, direttore di Oncoematologia all’ospedale romano, dove lo studio è cominciato nel febbraio 2018. “I primi dati – ha anticipato Locatelli – sono incoraggianti e ci spingono ad andare avanti”.

La terapia, che si basa sull’utilizzo delle cellule ingegnerizzate del sistema immunitario del paziente stesso, è già in uso per due tipi di tumore, la leucemia linfoblastica acuta e il linfoma non Hodgkin a grandi cellule B. “La grande difficoltà nell’applicazione di CAR-T nei tumori solidi, come il neuroblastoma, sta nell’identificare i bersagli, da una parte, e raggiungere la superficie delle cellule tumorali dall’altra”, spiega Locatelli.

Il neuroblastoma è il tumore solido più frequente nell’età pediratica che, nelle forme metastatiche, non riusciamo ad affrontare in circa il 40% dei casi. “Dopo una sperimentazione nei topi, siamo arrivati al’inizio di quest’anno al trial clinico”, racconta ancora Locatelli: “Abbiamo già reclutato 8 sui 9 bambini previsti, con malattia estremamente refrattaria, nessuno di loro ha interrotto il trattamento per tossicità. Al di là della risposta sul sito primitivo è possibile ottenere una risposta anche su metastasi a distanza. In alcuni casi c’è stata la completa scomparsa. Con i colleghi di Humanitas di Milano stiamo studiando le applicazioni nel carcinoma del pancreas e del colon. Anche in questo caso abbiamo avuto dati incoraggianti”.

Post correlati