Cancro alla prostata, ecco cosa c’è da sapere; circa un uomo su due, secondo quanto emerge da un’indagine dell’Ipcc ignora i sintomi della neoplasia.

Lo studio condotto dall’International Prostate Cancer Coalition ha effettuato un’indagine internazionale sul tema presentata allo European Cancer Congress. A Vienna, hanno chiarito i ricercatori, un uomo su due non è a conoscenza dei sintomi del cancro alla prostata (basta un’iniezione per fermare il tumore).

“I risultati del sondaggio hanno evidenziato alcuni aspetti critici. Spiega Marco Ranzoni, responsabile comunicazione Bayer farmaceutica che ha dato il suo supporto all’indagine internazionale, che devono affrontare gli uomini che convivono con la malattia in stadio avanzato (ecco una cura) e sottolineano il bisogno di incoraggiarli a parlarne di più. L’impegno di Bayer per i pazienti oncologici trascende lo sviluppo di nuove terapie. Grazie alla collaborazione con l’IPPC, a questa indagine e a Men Who Speak Up, abbiamo l’opportunità di fare la differenza nella vita dei pazienti. Offrendo loro gli strumenti di cui hanno bisogno per migliorare la loro capacità di comunicare i sintomi ai familiari e ai medici”.

“Lo stadio del tumore prostaticoaggiunge Giuseppe Procopio, responsabile S.S. Oncologia medica genitourinaria all’Int di Milano – è uno dei più importanti fattori nel determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero. La diagnosi precoce dei sintomi può non solo rallentare la progressione della malattia, ma anche potenzialmente migliorare la qualità di vita dei pazienti (mangiare pomodoro previene il tumore) e avere un impatto positivo sui loro cari”.

Per giungere a queste conclusioni, gli esperti hanno effettuato un’indagine, e dai dati analizzati è emerso che ben il 47% degli uomini ignora i sintomi del tumore della prostata in stadio avanzato. Tre su 5, ossia il 59% di loro, non sempre riconosce che il dolore di cui soffre potrebbe essere correlato al cancro alla prostata.

In aggiunta a questo, è stato evidenziato inoltre che più della metà dei maschi, il 57%, sostiene che il dolore quotidiano sia qualcosa con cui convivere. Mentre uno su 3, il 34%, pensa che parlare dei sintomi, come il dolore, lo fa sentire più debole, una difficoltà che può essere anche motivata culturalmente. Invece circa il 36% degli uomini europei e asiatici afferma di non sentirsi a proprio agio nel parlare con i medici di come si sente a livello fisico, contro l’1% degli uomini statunitensi.