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Protesi dentali: conservarle a lungo è possibile, ecco cosa fare

Curare lo stato di salute del proprio cavo orale è di fondamentale importanza, tanto per una dentatura naturale, quanto per una che comprende protesi fisse o mobili.

Lo sviluppo dei materiali protesici ha consentito di migliorare la qualità della vita di molti pazienti, con la possibilità di optare per differenti tipologie di protesi. Pensiamo, ad esempio, agli impianti dentali a carico immediato (realizzati con una struttura fissa e con viti in titanio alle quali vengono applicate delle corone dentali), che possono essere posizionati in circa 24/48 ore e che consentono di riabilitare intere arcate dentali (la cui perdita può derivare da malattie ormai incurabili come le parodontiti troppo avanzate).

L’errore che molti pazienti compiono, una volta inseriti manufatti protesici di questo tipo, è quello di trascurare la propria igiene orale ritenendo che questi “denti finti” non possono cariarsi in alcun modo.
La corretta conservazione di una protesi dentale, invece, deriva soprattutto dalle nostra pulizia quotidiana e dai controlli periodici dall’odontoiatra.

Facciamo un esempio pratico con un impianto dentale. Una sua manutenzione scadente può provocare:
● un sensibile aumento della placca batterica, che può depositarsi anche sopra la protesi fissa o mobile;
● una calcificazione della placca stessa, che porta alla formazione di tartaro;
● infiammazioni ed infezioni che colpiscono le gengive nelle quali si trova inserita la protesi, con conseguentrischio di sanguinamento.

Se il dentista interviene tempestivamente c’è la possibilità di limitare i danni e salvare l’impianto, ma se l’infezione si trova in uno stato ormai troppo avanzato il rischio è che si vadano a formare delle tasche vuote attorno alla protesi, con annessa distruzione dell’osso e perdita dell’impianto. Ecco perché, qualora avvertiate problematiche o dolori agli impianti dentali, dovete assolutamente contattare il vostro odontoiatra di fiducia.

Questo esempio serve a far comprendere l’importanza di pulire tutti i denti, che siano naturali o derivanti da manufatti protesici. Attraverso una pulizia attenta a casa (ma anche dal dentista attraverso una periodica igiene professionale, almeno ogni 3-6 mesi), è possibile eliminare la placca e ridurre la carica batterica sull’intero cavo orale, consentendo di far durare le protesi a lungo. Ma quali sono i metodi migliori per pulire le nostre protesi dentali? Ecco alcuni semplici consigli che tutti possono seguire!


Pulizia delle protesi removibili: alcuni pratici consigli
Le protesi removibili hanno il vantaggio di poter essere pulite in profondità, controllando visivamente al meglio l’intera superficie.
Un consiglio davvero semplice che vi diamo è quello di spazzolare la protesi utilizzando uno spazzolino con setole morbide, così da non rovinare la dentatura lasciando dei graffi. E quale dentifricio dobbiamo usare? Sicuramente è consigliato l’uso di un dentifricio con basso valore di RDA (acronimo per Relative Dentin Abrasivity), un indicatore che riguarda il valore di abrasività che può causare allo smalto dentale. Solitamente, per evitare di danneggiare le protesi, si consiglia di non superare un valore di RDA pari a 70.

Un altro consiglio utile per pulire le vostre protesi removibili è l’immersione delle stesse in acqua tiepida insieme a del detergente specifico (potete farlo la sera, prima di andare a dormire), seguita da un ulteriore spazzolamento e da un risciacquo finale con acqua corrente. Questa operazione andrebbe ripetuta quotidianamente.

Ovviamente la rimozione del tartaro in eccesso deve essere garantita anche lungo i punti più complicati da raggiungere per uno spazzolino, di conseguenza consigliamo sempre il ricorrere al filo interdentale (se non sapete come fare potete tranquillamente chiedere al vostro odontoiatra di fiducia, che vi illustrerà la modalità più corretta).

Non dimenticate anche di curare la vostra protesi dal punto di vista estetico, controllando sempre che non ingiallisca! Per farlo ci sono pochi semplici consigli che possiamo seguire:
● creme con ipoclorito di sodio o pastiglie effervescenti (sempre con ipoclorito) da usare insieme all’acqua. Prestate però attenzione alle sue modalità di utilizzo e chiedete sempre consiglio al dentista prima di comprarlo;
● soluzioni con acqua fredda e bicarbonato, oppure con acqua fredda e succo di limone.


Come pulire correttamente le protesi fisse
Per quanto riguarda questa tipologia di protesi possiamo tranquillamente riconfermare alcuni dei consigli che abbiamo descritto in precedenza (uso del filo interdentale, spazzolamento quotidiano con modelli a setole morbide, utilizzo di dentifrici non abrasivi).

Si consiglia anche di aggiungere a queste buone norme di comportamento, anche l’utilizzo di uno scovolino per denti, ossia un piccolo spazzolino a forma cilindrica che consente di pulire tra i denti un po’ come fa il filo interdentale. Il suo movimento deve andare dall’alto verso il basso per quanto riguarda l’arcata superiore, mentre va fatto al contrario per quanto riguarda quella inferiore, con movimenti lenti e senza fretta.

Fondamentale risulta essere il controllo periodico delle protesi fisse dal proprio odontoiatra (almeno ogni 3 mesi), con il quale si potrà essere esaminata la condizione dell’intera infrastruttura dell’impianto, unendo anche un trattamento di igiene professionale.

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