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Gli sbiancanti per i denti sono sicuri?

Gli sbiancanti per i denti sono sicuri ?

Diversi sono gli studi che hanno dimostrato sperimentalmente, “in vitro”, la potenziale dannosità degli sbiancanti sulla dentina

Utilizzare prodotti sbiancanti, per riappropriarsi di un sorriso più smagliante, non è privo di rischi. Soprattutto se si fa da sé.

Essi sembrano attaccare la parte del dente chiamata dentina, che è costituita da una parte proteica e da una gran parte di collagene.

La dentina si trova subito sotto lo smalto, ed è quella che dà forza e consistenza al dente.

A metterci in guardia dagli effetti potenzialmente dannosi dei prodotti sbiancanti sulla dentina sono tre studi internazionali. Presentati al meeting annuale dell’American Society for Biochemistry and Molecular Biology ad Orlando, dal gruppo di ricerca coordinato da Kelly Keenan, della Stockton University che si trova nel New Jersey.

Sono tre studi originali, perché sono i primi ad avere rivolto la propria attenzione sulla dentina, in quanto fino ad oggi il mondo scientifico aveva svolto i propri studi sullo strato più esterno del dente, cioè lo smalto.  

Cosa hanno dimostrato gli studi

I ricercatori si sono avvalsi di studiare “in vitro”, e anche su denti in provetta, l’effetto del componente dei prodotti sbiancanti (l’acqua ossigenata) sulle fibre di collagene, e sulle sostanze che costituiscono la dentina.

Gli studi hanno verificato che le fibre di collagene si disgregano nell’arco di 10 minuti dal contatto con l’acqua ossigenata. Che è stata usata a concentrazioni simili a quelle contenute nei prodotti sbiancanti che si trovano in commercio.

Sbiancante per i denti fa male alla dentina

“Sebbene siano studi in vitro, e quindi sono da valutare con una certa prudenza. Specie sul fronte delle possibili implicazioni cliniche. Queste ricerche pongono l’accento sul fatto che lo sbiancamento è una procedura che inevitabilmente comporta delle alterazioni della struttura dello smalto e della dentina. Bisogna però ricordare che queste alterazioni sono normalmente transitorie. Poiché il dente è un organo che ha una sua dinamicità, e scambia sostanze con l’ambiente circostante. Quindi, ad esempio, è possibile indurre una ri-mineralizzazione del dente stesso”.

“E’ interessante il fatto che nello studio sono state indagate le alterazioni della struttura organica del dente”.

“Credo che, come sempre, ogni procedura vada valutata in termini di costo-beneficio, ove alla voce costi vanno aggiunti i rischi anche potenziali. Quindi è importante valutare sia se lo sbiancamento sia effettuato in presenza di evidenti alterazioni del colore dei denti (sia congenite sia per cause diverse). Sia se la procedura scelta potrà avere benefici concreti se effettuata correttamente”.

“Uno sbiancamento che parta da una semplice auto-valutazione del paziente che pensa di avere i denti scuri o gialli spesso porta ad un eccesso di trattamenti con conseguenze anche sgradevoli”.

Cristiano Tomasi, dell’Università di Göteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

Il consiglio quindi, in questi casi, è di rivolgersi a professionisti esperti che sanno dare le soluzioni più corrette a queste problematiche, e non affidarsi a soluzioni fatte in casa, che sono spesso frutto di campagne pubblicitarie.

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