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Sla, da Torino uno studio per combattere la malattia

Un semplice prelievo di sangue farà capire l’evoluzione della malattia neurodegenerativa che colpisce soprattutto i calciatori. La ricerca diretta dal neurologo delle Molinette Adriano Chiò

Con un semplice prelievo di sangue si potrà capire l’evoluzione della malattia di un paziente malato di sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ovvero stimare quanto è grave il suo male già al momento della diagnosi: il segreto è misurare la concentrazione plasmatica di alcune molecole, albumina e creatinina.
La scoperta si deve a uno studio italiano diretto da Adriano Chiò, neurologo all’ospedale Le Molinette di Torino ed esperto di Sla.
La ricerca, che ha coinvolto prima 712 pazienti poi altri 122, è stata pubblicata sulla rivista Jama Neurology.
La Sla è una malattia neurodegenerativa che colpisce i neuroni che controllano i movimenti muscolari (motoneuroni). La malattia resta incurabile ed in media il paziente sopravvive 2-4 anni dall’esordio del male e 1-3 anni dalla sua diagnosi.
Gli esperti hanno analizzato il sangue dei primi 712 pazienti alla ricerca di una correlazione tra la prognosi di ciascuno e la presenza di concentrazioni differenti di alcune molecole plasmatiche. E’ emerso che la prognosi è tanto più grave quanto minori sono le concentrazioni di albumina e creatinina


al momento della diagnosi. Il risultato è stato confermato sul secondo gruppo di pazienti.

Capire la prognosi di ciascun malato all’atto stesso della diagnosi può essere utile, anche ad esempio nell’eventualità di arruolare il paziente in una sperimentazione clinica

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