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Neurologia Salute

Sclerosi multipla, “colpa” delle cellule esauste

Fonte : La Repubblica –

di Sara Pero

Uno studio italiano pubblicato su Scientific Reports mostra come alcuni Linfociti T siano meno presenti nel sangue dei malati. Una chance per studiare altre malattie autoimmuni

TANTA fatica per niente. È quello che fanno alcune cellule del sistema immunitario nei pazienti affetti da sclerosi multipla, la malattia autoimmune che comporta lesioni a carico del sistema nervoso centrale: si tratta dei linfociti T regolatori, cellule che hanno la funzione di mantenere l’equilibrio delle risposte immunitarie nell’organismo, ma che nei malati, oltre ad essere presenti in quatità ridotte, spesso non funzionano come dovrebbero: “Abbiamo analizzato i campioni di sangue dei pazienti affetti da sclerosi multipla con una tecnica chiamata citofluorimetria policromatica e abbiamo osservato una quantità inferiore di queste cellule in circolo, in media circa la metà rispetto agli individui sani”, spiega Manolo Sambucci, uno degli autori principali dello studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ricercatore all’Unità di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia di Roma.
• CELLULE MENO EFFICIENTI A CAUSA DI UN FATTORE MOLECOLARE
Il team che ha preso parte alla ricerca, in collaborazione con l’università Federico II e il Cnr di Napoli, si è concentrato sull’analisi di un fattore particolare che risulta implicato in questa malattia: “La novità – continua l’esperto – è che abbiamo capito che la differenza tra individui sani e malati è dovuta a FoxP3, una molecola che in chi soffre di sclerosi multipla non è prodotta per intero, ma solo in parte. Questo vuol dire che le cellule T regolatoriefunzionano in modo meno efficiente e non riescono a contrastare adeguatamente i processi infiammatori. Cosa che si riflette sullo stato di salute dei pazienti, culminando con la distruzione della guaina mielinica che ricopre i nervi e che facilita la conduzione nervosa, con conseguente comparsa dei sintomi neurologici”.

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Gli esperti dello studio sono arrivati a questa conclusione osservando ben 15 parametri in ciascuna cellula, grazie ai quali “è possibile leggere la storia di queste cellule che, nei pazienti con sclerosi multipla, è simile a quella delle cellule che tengono a bada i virus nelle infezioni croniche. Cellule esauste – puntualizza Giovanna Borsellino, coordinatrice dello studio – che operano in condizioni di eccessivo lavoro”.
• INFIAMMAZIONE E SISTEMA IMMUNITARIO
Negli individui affetti da sclerosi multipla è il contesto pro-infiammatorio cronico che stressa il sistema immunitario: “Da un lato c’è la continua richiesta di molecole e cellule per combattere l’antigene nemico (la mielina), che in realtà è un componente fisiologico dell’organismo e quindi non eliminabile come se fosse un agente patogeno estraneo, dall’altro c’è l’effettivo esaurimento funzionale delle cellule T regolatorie difettose. Questo esaurimento funzionale – continua Sambucci – lo abbiamo osservato attraverso l’analisi della presenza di un marcatore, il PD1, che compare sulle cellule spossate dalla prolungata attivazione”.

Evidenze ottenute in un ambito patologico come quello della sclerosi multipla potrebbero aiutare ad individuare dei bersagli biologici specifici sui quali indirizzare le terapie, anche per altre malattie autoimmuni: “Anche se ci siamo concentrati sulla sclerosi multipla, e in particolar modo

sulla forma recidivante-remittente che è la più comune – conclude l’esperto – è possibile che il malfunzionamento delle cellule T regolatorie dovuto alla eterogeneità del fattore FoxP3 da noi evidenziato sia alla base di altre malattie autoimmuni”.

In foto : I due ricercatori, Manolo Sambucci e Giovanna Borsellino, autori dello studio.
Per gentile concessione della Fondazione Santa Lucia Irccs

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