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Neurologia Salute

Alzheimer, un cannabinoide sintetico riduce l’agitazione nei pazienti

Fonte : La Repubblica –

Il suo utilizzo ha dato risultati positivi su persone con malattia moderata e grave

SI TRATTA del nabilone, un cannabinoide sintetico già approvato negli Stati Uniti per il trattamento della nausea e del vomito nei pazienti oncologici, che adesso sembra aver dato buoni risultati anche per il morbo di Alzheimer, una delle patologie neurodenegerative più diffuse in età avanzata e ancora orfana di trattamenti risolutivi. Ma questa volta più che cercare di rallentare la malattia o rivolgere l’attenzione sulla funzione cognitiva, i ricercatori hanno testato l’efficacia di questa sostanza sull’agitazione, uno dei sintomi che spesso si manifesta in chi soffre di questa malattia. Ed è stato presentato durante la Alzheimer’s Association International Conference (Aaic) 2018, che rappresenta uno dei più grandi incontri internazionali dedicati al tema, quest’anno a Chicago.

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• LO STUDIO
I ricercatori hanno testato gli effetti del cannabinoide sintetico su 39 pazienti di oltre 85 anni, tutti con il morbo in stadio moderato o grave e con stati di agitazione significativi. Per una durata complessiva di 14 settimane, somministrando ai pazienti per una metà del periodo dello studio una dose giornaliera di 1,6 mg di nabilone oppure placebo (controllo). Il nabilone ha dato risultati incoraggianti per il trattamento dello stato di agitazione nei soggetti, sebbene alcuni dei pazienti mostravano qualche problema cognitivo durante il trattamento, un “effetto collaterale sul quale stiamo lavorando”, spiega Krista Lanctot, ricercatrice del Sunnybrook Health Sciences Center e Università di Toronto (Canada).

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• UNA PROMESSA PER LE TERAPIE COMPORTAMENTALI?
Ovviamente il campione dello studio è di piccole dimensioni (solo 39 pazienti) e servono ulteriori test per valutarne l’efficacia e la sicurezza, ma si tratta comunque di un risultato incoraggiante che, secondo i ricercatori, aprirà le porte “all’uso di cannabinoidi nel trattamento di questo sintomo nei pazienti con Alzheimer”. L’uso dei cannabinoidi sintetici rappresenta infatti un nuovo approccio per il trattamento di questi sintomi e “colma un’importante lacuna della medicina”, commenta Howard Fillit, direttore esecutivo della Alzheimer’s Drug Discovery Foundation. Ad esempio quella relativa alla qualità di vita dei pazienti, spesso inficiata proprio da sintomi aggressivi o stati di agitazione.

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Oltre a prevenzione e rallentamento della patologia neurodegenerativa, “si devono esplorare nuovi modi di affrontare i sintomi non cognitivi dell’Alzheimer perché questi svolgono un ruolo così significativo non solo nella qualità della vita del paziente ma anche nella qualità della vita di chi si prende cura di loro” dice Heather Snyder, direttore senior delle operazioni mediche e scientifiche dell’Alzheimer’s Association.

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