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Vaccino ReiThera, terminata la Fase 1 Risultati più che promettenti

Vaccino italiano. Serviranno sei mesi per le altre due fasi che ci renderanno indipendenti. Saranno prodotte 100 milioni di dosi all’anno. Basta una sola dose. Può essere conservato in un normale frigorifero

ll vaccino  italiano prodotto da ReiThera (chiamato GRAd-COV2) ha terminato la fase 1 di sperimentazione e i risultati sembrano positivi. Lo conferma Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità: «I risultati della fase 1 sono più che promettenti e per questo si va avanti con lo sviluppo del vaccino, ovvero con le fasi 2 e 3».

La fase 1

Le prime iniezioni erano avvenute il 24 agosto. I volontari arruolati sono stati 100. Non ci sono state reazioni avverse. Il sistema immunitario è stato attivato, sia sul fronte degli anticorpi che bloccano il virus in circolazione, sia sul fronte delle cellule T, che distruggono le cellule del nostro organismo già infettate. “Abbiamo la capacità di produrre cento milioni di dosi all’anno” ha dichiarato Antonella Folgori, presidentessa di ReiThera.

Per la fase due e la fase tre delle sperimentazioni serviranno altri sei mesi. “Poi il vaccino sarà valutato in modo indipendente dall’Autorità europea per il farmaco,” ha spiegato il direttore dell’Aifa Nicola Magrini.

La dichiarazione del commissario Arcuri

“Abbiamo disposto che l’azienda abbia le risorse per portare a termine le sperimentazioni” ha assicurato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. “Oggi vediamo quanto stiamo combattendo per importare vaccini dagli altri paesi. Sappiamo quanto valore abbia invece dotarci di una produzione direttamente in Italia. Per questo abbiamo previsto un’iniezione di equity e un ingresso pubblico nel capitale di ReiThera. Dobbiamo provare a essere indipendenti con i vaccini come siamo riusciti a esserlo per i ventilatori e gli altri dispositivi, che a marzo importavamo in toto, e che oggi riusciamo invece a fabbricare da soli”.

Vaccino sicuro

“Il vaccino è sicuro, non ci sono stati eventi avversi gravi. C’è stata un po’ di infiammazione sul sito di iniezione. Le reazioni sono state comunque inferiori a quelle di Moderna e Pfizer” ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani. I volontari hanno sentito in qualche caso mal di testa, stanchezza o poche linee di febbre. Ci sono stati effetti indesiderati nel sito di iniezione, ma assolutamente rientrati senza la necessità di intervento medico e minori rispetto ai vaccini di Pfizer e Moderna. Il vaccino produce anticorpi neutralizzanti – spiega Ippolito – rilevabili nel 92,5% delle persone vaccinate (ovvero 42 sul totale di 44 volontari) e usato in emergenza basta una sola dose».

Vaccino efficace

  “Con una sola dose, gli anticorpi raggiungono il picco dopo 4 settimane, poi restano costanti. Potrebbe dunque non esserci bisogno di richiamo”. Le fiale possono essere conservate a 2-8 gradi. “La produzione di anticorpi è stata equivalente nelle tre diverse dosi testate” ha proseguito Ippolito.

Oltre agli anticorpi, quel che conta per valutare un vaccino è la presenza delle cellule T. “Per quanto riguarda gli anticorpi neutralizzanti, li abbiamo trovati su 42 dei 44 volontari che hanno ottenuto il vaccino” ha spiegato Ippolito. Le due persone senza risposta avevano avuto la dose più bassa. Metà dei volontari non hanno ricevuto il vaccino perché, su base casuale, gli è stato somministrato un placebo. “Le cellule T sono il maestro d’orchestra del sistema immunitario, persistono nei tessuti per lungo periodo e danno la memoria immunitaria. Gli anticorpi invece sono i soldati della prima linea. Anche sul fronte delle cellule T la risposta è stata in linea con i vaccini di Moderna e Pfizer, superiore rispetto alle persone guarite dal virus” ha spiegato Ippolito.

“I vaccini che utilizzano Dna o Rna sono i più rapidi da produrre, per questo sono molto adatti alle malattie emergenti e alle emergenze” ha detto Folgori. Possono anche essere riadattati nel giro di pochi mesi se vi è una mutazione drastica del virus.

Come funziona il vaccino GRAd-COV2?

«Il virus Sars-Cov-2 – continua Folgori – è rivestito dalla proteina Spike, grazie alla quale entra nelle cellule umane. Il vaccino utilizza il materiale genetico (DNA) per dare istruzioni a produrre la proteina Spike tramite l’utilizzo di un vettore virale (un virus innocuo e incapace di replicarsi) chiamato Adenovirus. ReiThera utilizza un Adenovirus isolato da un gorilla. Dopo la vaccinazione le cellule muscolari funzionano come dei piccoli bioreattori e producono la proteina Spike. Il sistema immunitario la riconosce e si attiva producendo anticorpi e linfociti T. Gli anticorpi bloccano il virus, i linfociti T uccidono le cellule infettate».

Le parole del Ministro Speranza

«Sono incoraggianti i primi risultati del vaccino sviluppato da ReiThera e sperimentato all’Istituto Spallanzani. Se si confermeranno i dati ottenuti finora avremo nei prossimi mesi un vaccino efficace e sicuro con una sola dose invece che con due dosi. Sarà prodotto interamente nel nostro Paese. È importante continuare ad investire sulla ricerca italiana e sulle sue eccellenze scientifiche». Ciò è quanto dichiarato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, .

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