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Scuole, indispensabile ricambiare l’aria

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Oltre le misure di sicurezza da adottare per il rientro a scuola, indispensabile è assicurare il ricambio dell’aria.

Manca poco alla riapertura delle scuole e la riorganizzazione prevede l’adozione di banchi monoposto, l’uso di mascherine e il distanziamento. Ma secondo gli esperti queste misure da sole non basteranno a garantire la sicurezza dei ragazzi in classe. In quanto la qualità dell’aria di un ambiente chiuso sarà potenzialmente contaminato. Sia dalle esalazioni del respiro, sia dai virus, che dai composti organici volatili. Questione questa che è da tempo sotto l’attenzione dell’Istituto Superiore di Sanità(ISS). Tanto che un loro recente Rapporto è stato dedicato alla qualità dell’aria all’interno degli ambienti scolastici. Dove gli studenti, i docenti, il personale amministrativo trascorrono la maggior parte del tempo insieme. Diverse ore ogni giorno, per almeno nove mesi all’anno.


L’inquinamento indoor
“In tutte le nostre scuole – rivela Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di studio nazionale Inquinamento di ambienti chiusi dell’Iss – sono necessari specifici interventi per la prevenzione della salute. Perché l’esposizione negli ambienti indoor di studenti, docenti, staff e personale della scuola assume un particolare rilievo sia per le vulnerabilità dei soggetti sia per gli elevati tempi di permanenza”. All’interno di luoghi chiusi, come gli ambienti scolastici, possono essere presenti emissioni di materiali di costruzione, degli arredi. O anche dei detergenti utilizzati per le pulizie e persino dei materiali didattici.

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Arieggiare le aule
“Per questo, da sempre la questione di una corretta ventilazione rappresenta uno dei pilastri delle strategie di prevenzione. Con il Coronavirus è diventata uno strumento fondamentale per la soppressione del virus sia durante la pandemia che nella fase due, ma deve far parte di un insieme di azioni che includono il distanziamento e l’igiene delle mani”, rimarca Settimo. Che aggiunge: “Anche se non esiste il rischio zero, è necessario intraprendere tutte le azioni possibili per ridurlo il più possibile. Le scuole rappresentano ambienti ad elevato rischio per epidemie da virus influenzali. Dal momento che i bambini e gli adolescenti presentano sintomi elevati, contribuendo in modo considerevole alla trasmissione dell’infezione nella comunità”. La dimostrazione è data dal fatto che quando ci sono i picchi infettivi e si tengono chiuse le scuole, la diffusione delle malattie si attenua.


I virus nelle scuole
Gli enterovirus, gli adenovirus e i rhinovirus (i comuni raffreddori), sono i virus che più si trasmettono all’interno di una scuola. I rhinovirus, si calcola, possono essere trasmessi da un soggetto e contagiare fino a tre persone su quattro. Sia in famiglia che in un ambiente chiuso come un’aula scolastica. In questo momento oltre a questi virus, si aggiunge anche il Coronavirus.


Le esalazioni in classe
Anche la Società italiana di medicina ambientale (Sima), ha sollevato questi problemi, che possono mettere in difficoltà la sicurezza delle scuole. “Nessun distanziamento tra banchi può impedire la potenziale concentrazione all’interno dell’aula di sostanze emesse direttamente dalla respirazione”, stigmatizza l’epidemiologo Prisco Piscitelli, vicepresidente Sima. Che prosegue: “Come recentemente evidenziato in una pubblicazione Sima-Unesco realizzata per fornire raccomandazioni sulla qualità dell’aria indoor a scuola in tempi di Covid. Se consideriamo la CO2 come indicatore delle esalazioni respiratorie, ogni bambino fino a 10 anni emette da seduto circa 14 litri di CO2 all’ora contro i 27 litri dei teenager. Fino a raggiungere gli 85 litri di CO2 in palestra durante l’attività sportiva. Dunque, l’aria viziata in classe rappresenta un problema ben noto. Che acquisisce nuova criticità nel caso ci fossero uno o più alunni portatori del virus in una classe senza ricambi d’aria adeguati. Con buona pace del metro di distanza tra i banchi monoposto”.

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In che modo fare cambiare l’aria
Indispensabile a questo punto, è garantire il corretto ricambio di aria all’interno delle aule e della scuola. Ciò è fondamentale per far diminuire i livelli di CO2, ripristinare il corretto livello di umidità e temperatura e favorire la dispersione di eventuali virus presenti nell’aria. Compreso il Coronavirus. La frequenza di ricambi di aria dipende dalle attività che si svolgono. “Se l’insegnante sta spiegando e i ragazzi sono fermi nel banco ad ascoltare ci sono meno esalazioni di CO2 mentre se si fa attività fisica aumentano”, spiega Piscitelli.
Anche d’inverno, bisogna aprire le finestre. Questa è la stagione in cui ci si ammala di più, e per non disperdere il calore, si tengono le finestre chiuse. I virus così hanno più facilità di trasmissione. Compreso il coronavirus. Buona regola è aprire le finestre ogni ora, per almeno una decina di minuti. Assicurandosi che il ricambio dell’aria avvenga anche nei corridoi dell’Istituto. Qualora sia una scuola che si trova in un’area trafficata e piena di smog, meglio aprire le finestre che danno all’interno di un cortile.
Sarebbero utili anche adottare sistemi di filtrazione dell’aria, utilizzando dispositivi in grado di eliminare virus e particelle fino a 0,1micron.

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