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Varicella, cosa bisogna sapere

Varicela come si contagia e quali i sintomi

La Varicella è una malattia infettiva, molto contagiosa, causata da un virus (varicella-zoster).

Modalità di trasmissione

Si trasmette attraverso il contatto diretto tra un paziente malato a quello sano. Oppure tramite goccioline di saliva che vengono sparse nell’ambiente attraverso starnuti o tosse.

L’età più colpita è quella che va dai 5 ai 10 anni. Ma è possibile riscontrarla anche nei neonati, per trasmissione direttamente dalla madre, portatrice di varicella durante le ultime settimane di gravidanza. 

Anche gli adulti che non hanno contratto la varicella nell’infanzia sono soggetti a rischio.

Il periodo dell’anno in cui si riscontrano maggiori casi di varicella sono quelli compresi tra gennaio e maggio.

Il periodo di incubazione

Tra il momento del contagio al momento della manifestazione della malattia, trascorrono mediamente dalle 2 alle 3 settimane.

Il bambino in questo lasso di tempo comincia a manifestare un modesto rialzo febbrile, poco appetito ed una sensazione di malessere generalizzato.

All’improvviso si riscontrano sotto i capelli e sul tronco piccole macchie rosse rilevate, le maculo-papule. Sulla loro punta si notano delle vescicole dapprima con contenuto limpido, che dopo diventa torbido, e che si trasformano presto in crosticine.

Poco interessate dalla presenza delle bollicine sono le aree delle braccia e delle gambe.

Mentre possono ritrovarsi sulla mucosa della bocca, della gola, della laringe, dell’occhio, fino ad interessare i genitali esterni delle bambine o dell’orifizio anale.

Nell’arco di una settimana si possono riscontrare contemporaneamente sul corpo del bambino maculo-papule, vescicole e crosticine. In questo periodo l’andamento della febbre è molto variabile.

La varicella è nel bambino in età scolare generalmente benigna.

Possono esserci rischi e complicazioni anche gravi nei bambini che assumono, a causa di malattie preesistenti cortisonici oppure farmaci che indeboliscono il loro sistema immunitario.

Bambini con malattie renali, o del sangue, o reumatiche, o affetti da malattie che di per sé riducono tali difese, sono quelli più a rischio.

Negli altri bambini, nelle forme più comuni, quindi, la complicanza a cui bisogna stare attenti è quella di una sovrainfezione batterica.

Causata dalla rottura delle crosticine e delle vescicole in seguito a sfregamento sul piano del letto. Oppure in seguito al grattamento dovuto al prurito che il malato avverte.

Più rare sono le emorragie per alterazione dei componenti del sangue o le manifestazioni gravi a carico del sistema nervoso.

Diversi altri organi, comunque, potrebbero essere interessati. E pertanto è buona norma rivolgersi al pediatra che potrà affrontare le cure del caso.

Come comportarsi

La varicella è contagiosa da 1 a 2 giorni prima della comparsa delle vescicole sulla pelle e fino a quando esse non si trasformano in crosticine. In genere questo periodo dura una settimana o poco più.

Nel frattempo il bambino va tenuto a letto, isolato dagli altri bambini, ed osservare delle buone norme igieniche. Può tornare a scuola non prima di cinque giorni dalla comparsa delle vescicole.

La terapia sarà prevalentemente sintomatica.

La varicella tende ad essere più aggressiva se colpisce un adolescente o una persona adulta.

L’infezione colpisce raramente la stessa persona per due volte nel corso della vita. Il virus però non viene eliminato completamente dall’organismo, ma rimane latente.

Esso può risvegliarsi in alcuni soggetti dopo alcuni anni, dando origine all’herpes zoster, conosciuto ai più come “fuoco di Sant’Antonio”.

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