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Coronavirus ed immunità, che rischio c’è di reinfettarsi

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Ci si può reinfettare da covid-19. Come funzionano le nostre difese immunitarie e come difenderci.

La cronaca di questi ultimi giorni ci ha fornito la notizia di alcuni casi di reinfezione da coronavirus. Un allarme che ha lasciato perplesso la maggior parte delle persone, ma non certamente la comunità scientifica. Oltretutto la notizia ha dato nuovi argomenti a chi sostiene l’inutilità dei vaccini. Seppure non vi siano ancora certezze sul perché ciò avviene, si può parlare di cosa significhi essere immuni e come la si raggiunge.


Cosa significa essere immuni
Quando il nostro organismo viene attaccato da microbi che provocano infezioni, ma anche da fumo o sostanze allergizzanti, scatta da parte dell’organismo una risposta di difesa. Vengono così attivati gli anticorpi e i linfociti T, che determinano così l’immunità verso quel patogeno. In questo caso si parla di Immunità acquisita. Abbiamo anche l’immunità innata, che si sviluppa sin da quando nasciamo. Senza di essa non resisteremmo alle infezioni e moriremmo nei primissimi anni di vita, perché prima che si sviluppi in tutta la sua potenza l’immunità acquisita verso quell’antigene, passano diverse settimane. Quindi, l’immunità innata è come una prima barriera che l’organismo mette in campo, prima che si formi l’immunità vera e propria, verso quel microbo. Questo spiega, in parte, perché alcuni soggetti, a parità di età e di altre malattie, si ammalano in forma più grave rispetto ad altri. O addirittura risultano essere asintomatici.


 
Difatti è proprio l’immunità innata, che non è specifica contro il Coronavirus, che entra in gioco inizialmente e che difende l’organismo. Tant’è che nei Paesi in via di sviluppo dove ci sono tantissimi microbi e l’organismo è più resistente, la mortalità per Coronavirus è molto più bassa.
 
Le reinfezioni avvengono con tutti i virus?
Carlo Federico Perno, direttore di Microbiologia e diagnostica immunologica presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sottolinea: “Dipende dal tipo di microbo. Ce ne sono alcuni che normalmente producono una risposta immunitaria che chiamiamo neutralizzante. Cioè l’organismo è in grado tramite gli anticorpi di bloccare il virus e impedire le reinfezioni. Di solito per tutta la vita. Come accade con malattie o vaccini, come quelli per il morbillo, la rosolia, la poliomielite. Ma ci sono altri microrganismi che, pur stimolando una risposta immunitaria, non determinano la produzione degli anticorpi neutralizzanti. E quindi non proteggono l’organismo come avviene nel caso dell’Hiv e dell’epatite C”. Cosa ipotizzabile anche per le infezioni da coronavirus.


Gli anticorpi neutralizzanti
“Anche se non conosciamo bene i meccanismi di difesa del virus – dice l’esperto -, sappiamo che alcuni soggetti producono una risposta con anticorpi neutralizzanti e presumiamo che non si reinfetteranno. Anche se non sappiamo per quanto tempo. Ma, per ragioni ancora sconosciute, ci sono altre persone, almeno la metà, che producono anticorpi non neutralizzanti che rappresentano solo un segnale che si sono infettati ma non ci difendono. Anzi in alcuni sfortunati casi questi anticorpi possono addirittura favorire la reinfezione”.
Questo, tra l’altro, è il motivo per cui nella terapia con il plasma, bisogna selezionare i donatori che hanno una valida presenza di anticorpi neutralizzanti, sviluppatisi contro il coronavirus. Ciò, è valido anche per il vaccino. Più quest’ultimo sarà in grado di produrre anticorpi neutralizzanti, maggiore sarà la percentuale di successo contro il coronavirus. Minori saranno i casi, quindi, di reinfezione.

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L’ immunità è possibile allenarla e svilupparla?
Come nel caso del ragazzo di Hong Kong, la seconda infezione è stata asintomatica. Questo potrebbe significare che la prima volta che si è ammalato, l’organismo si sia allenato al contatto con il virus e abbia sviluppato una sua capacità di difesa. Naturalmente non è pensabile che per rinforzare l’immunità bisogna esporsi al rischio di contagio. Andrebbero invece attuati uno stile di vita sano. Eliminare il fumo e stare lontano da fonti di inquinamento, per mantenere i polmoni liberi e puliti. Utilizzare comunque prodotti naturali in grado di proteggere le vie respiratorie e al contempo di fortificare e stimolare il sistema immunitario.

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