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Coronavirus, i vaccinati non sono contagiosi

Questo perché il vaccino impedisce al virus di entrare nell’ospite e pertanto non è possibile trasmetterlo

L’arrivo dei vaccini apre una speranza nella battaglia contro il covid. Ed insieme anche qualche domanda. Tra le più frequenti c’è quella che riguarda la possibilità dei vaccinati di potere trasmettere ancora il contagio. Dare una risposta conclusiva adesso non è ancora possibile. Considerato il poco tempo trascorso dalla somministrazione dei vaccini. Seppure essi nascono con l’obiettivo di impedire che le persone si infettino, inducendo il sistema immunitario a produrre anticorpi capaci di attaccare il ‘vero virus’ quando entra nel nostro organismo prima che abbia la possibilità di replicarsi e produrre la malattia.   

Come funzionano i vaccini

I vaccini a Rna che si stanno utilizzando, portano con sè “l’istruzione” per produrre una particolare proteina, detta proteina ‘spike’, con la quale il virus si attacca alle cellule. La cellula produce quindi autonomamente la proteina ‘estranea’, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi. “Nel caso del Covid – spiega il virologo Carlo Federico Perno, professore di Microbiologia all’UniCamillus di Roma – ipotizziamo che attacchi le cellule dell’epitelio respiratorio. Il virus entra nelle prime cellule, inizia la sua replicazione ma immediatamente arriva il sistema immunitario e impedisce che avanzi”.

Protezione dall’infezione e contagiosità  

Quindi, le persone vaccinate contro il covid sono protette dall’infezione, e non dalla malattia. Ma va verificato nel tempo, così come se chi si vaccina possa essere contagioso per gli altri. L’Istituto Superiore di Sanità, nella sezione del sito dedicata alle Faq sui vaccini, specifica: “Non è ancora chiaro, ma sono in corso studi in merito, se il vaccino protegge solo dalla malattia o impedisce anche l’infezione. Almeno in un primo momento anche chi è vaccinato dovrebbe mantenere alcune misure di protezione”. Ma il virologo Perno aggiunge: “La contagiosità dipende da vari fattori tra cui la carica virale: se l’ho ridotta la mia infettività crolla, ma se il vaccino agisce impedendo al virus di entrare come faccio ad essere contagioso?”. “Quindi, chi risponde positivamente alla vaccinazione, il che accade nel 95% circa dei casi, non è contagioso. Resta da capire quanto dura nel tempo la sua immunità”, aggiunge il virologo.

Perché il tampone può essere positivo dopo il vaccino

Alcuni pazienti però sono risultati positivi al tampone subito dopo aver fato il vaccino. “E’ una cosa che può succedere se la persona si infetta qualche giorno prima del vaccino”, chiarisce Perno. “Il virus ha un’incubazione di 5-7 giorni e gli anticorpi compaiono in media dopo 10-12 giorni, quindi c’è un lasso di tempo durante il quale il sistema immunitario resta scoperto, ma in genere quando ad ammalarsi è un soggetto che si è vaccinato, i sintomi sono più lievi, segno che l’organismo sta già reagendo bene”. 

Cosa succede tra la prima e la seconda somministrazione

Altro dubbio molto frequente è se tra il primo e il secondo richiamo del vaccino si possa essere contagiosi. “Nello studio scientifico per l’approvazione del vaccino Pfizer-BioNTech – spiega Perno – è stato osservato un gruppo di persone proprio nell’intervallo tra la prima e la seconda somministrazione e si è visto che quelli che si sono infettati, tranne una persona, erano tutti nel gruppo del placebo che non era stato vaccinato”. Dunque, una sola somministrazione è già sufficiente per dare una protezione iniziale. “Ma questo non significa – avverte il virologo – che sia sufficiente una sola iniezione perché poi magari non dura nel tempo”. Per questo, nei 20-30 giorni che separano le due somministrazioni è importante continuare a rispettare il distanziamento sociale e indossare la mascherina. “Almeno fino a quando non avremo la dimostrazione che l’efficacia si mantiene nel tempo”, precisa Perno che, però, ammette: “Comunque, la vaccinazione dovrebbe essere garanzia di protezione sia attiva, cioè se non mi infetto non posso essere contagioso, che passiva, cioè se sono protetto non mi posso infettare. Quindi, prima o poi dovremo dare questa patente di immunità così come quando si va in Africa e si mostra il certificato di vaccinazione per la febbre gialla grazie al quale veniamo dichiarati protetti. Ecco dovremo arrivare a quello anche per il Covid, ma non subito perché mancano i dati”.

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