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Coronavirus, l’impatto sulla salute psicologica ai tempi dell’emergenza Covid-19

“Non vi è salute se non c’è salute mentale”, afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

In questo periodo di emergenza Coronavirus, in cui le persone sono state chiamate alla responsabilità di non uscire (se non per mera necessità), è più che mai importante non farsi influenzare da pregiudizi riguardanti la malattia mentale. Non tutti sono in grado di gestire lo stress psicologico, e la situazione attuale potrebbe causare il peggioramento di condizioni patologiche pre-esistenti in pazienti già affetti da ansia, stress, depressione e altro. Tuttavia non è da sottovalutare l’ondata di sentimenti ed emozioni negative che possono travolgere anche chi non ha mai avuto particolari difficoltà.

La regola fondamentale

Regola fondamentale in tutti questi casi è: non vergognarsi. Non vi è alcuna ragione di vergognarsi di parlarne apertamente. Non vi è alcuna ragione per non chiedere aiuto.

Gli esseri umani, pur sforzandosi di essere razionali affidandosi alla logica, sono influenzati fortemente dalle emozioni. Che giocano un ruolo fondamentale, stravolgendo le scelte già pianificate. Una delle reazioni più tipiche in questi casi è la paura, emozione primaria, fondamentale per la nostra sopravvivenza. Se non la provassimo non riusciremmo a metterci in salvo nei momenti di difficoltà. Quindi ben venga percepire paura, ma se non riusciamo a gestirla, percependo il Coronavirus come un pericoloso predatore inarrestabile, rischiamo di attuare comportamenti impulsivi, frenetici e irrazionali. Che, in questo momento rischiano di essere controproducenti.

L’ipocondria

In alcuni soggetti può svilupparsi una situazione di ipocondria. Intesa come tendenza a eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute percependo ogni minimo sintomo come un segnale di infezione da Coronavirus. Sentimenti e sintomi quali, frustrazione, noia, isolamento, paura, rabbia, insonnia e difficoltà di concentrazione, sono quelli che la maggior parte dei cittadini starà sperimentando nelle ultime settimane. Quella in atto è una misura di sanità pubblica che viene utilizzata per limitare la diffusione del contagio. In questo modo, sulla base di numerose esperienze del passato, partendo dalla peste che colpì Venezia nel 1127, si punta a ridurre il rischio di infettare altre persone. La situazione odierna è nuova per quasi tutti gli italiani. Certo c’è chi ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. Oppure ha assistito a disastri ambientali. Ma probabilmente la condizione attuale, che impedisce di fatto di allontanarsi dalle proprie abitazioni, può farci sentire come in una gabbia. Stiamo vivendo una condizione di stress, durante la quale occorre tollerare le restrizioni.

Senso d’impotenza

Il senso d’impotenza sperimentato, può farci sentire privati della nostra libertà, e questo è un aspetto da non sottovalutare. Ma come possiamo sentirci liberi anche se rinchiusi tra le mura domestiche? Dare spazio alle proprie attitudini e passioni può essere un ottimo deterrente a queste sensazioni negative. Concentrarci su ciò che ci piace e che in condizioni “normali” abbiamo trascurato, può farci sentire liberi secondo un aspetto molto più intimo e personale.

Pensare positivo

Nonostante i pensieri riguardanti il futuro, la salute ed il lavoro, dobbiamo essere in grado di trovare dentro di noi uno spazio da dedicare anche a progettualità che possono riguardare la ricostruzione di un modus vivendi finora sperimentato. Potremmo imparare a conoscere meglio noi stessi e le persone a noi più vicine. Il tempo a nostra disposizione, mai come oggi, può essere uno strumento molto valido per dedicarci ad attività troppo a lungo trascurate. Potremmo avere la possibilità di cimentarci in nuove attività, anche in compagnia dei più piccoli, che come noi adulti stanno vivendo un’esperienza che va oltre l’ordinario.

È importante, inoltre, continuare a mantenere quanto più è possibile una routine regolare: non scombussolare il ritmo sonno/veglia, seguire una corretta alimentazione, fare attività fisica e mantenere il contatto con familiari e amici, anche se a distanza. L’Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso un vademecum intitolato “Gestire lo stress durante l’epidemia di Coronavirus”, in cui sottolinea come «durante una crisi sia normale sentirsi tristi, stressati, confusi, spaventati o arrabbiati. Parlare con persone di cui ti fidi può aiutare».

L’ordine degli psicologi attraverso una serie di suggerimenti, cerca di dare un aiuto ad affrontare al meglio questo periodo di chiusura forzata nelle proprie abitazioni: https://www.psy.it/vademecum-psicologico-coronavirus-per-i-cittadini-perche-le-paure-possono-diventare-panico-e-come-proteggersi-con-comportamenti-adeguati-con-pensieri-corretti-e-emozioni-fondate

Dr.ssa Lydia D’Auria

Psicologa / Delegata della Fondazione onlus Le Quattro Stelle

Le quattro stelle fondazione onlus

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