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Coronavirus, la battaglia si vince potenziando i medici e le strutture territoriali. Le novità ultime

Coronavirus vincere battaglia potenziando medici strutture

Cambia il setting della medicina generale, dei medici e della continuità assistenziale e nascono le unità speciali di continuità assistenziale (USCA).

Setting della medicina generale

Il medico di famiglia (MMG) dovrà riorganizzare lo studio per poter ricevere i pazienti. Essi potranno accedere uno per volta e solo dopo prenotazione telefonica. Visitarli solo se opportunamente tutelati da dispositivi di sicurezza, e in parallelo instaurare un regime di reperibilità telefonica via whatsapp e sms dalle ore 8.00 alle 20.00. E se autorizzato dal paziente, effettuare dei video-consulti. Indispensabile che l’invio della ricetta oppure anche solo il numero corrispondente avverrà esclusivamente via mail. Anche il certificato di malattia avverrà a distanza. Dal 24 Marzo, inoltre, anche le ricette che venivano stampate sul ricettario del SNN (rosso) potranno essere inviate per via telematica.

Saturimetro

Continuità assistenziale (Ex Guardia Medica Notturna e festiva)

Anche la continuità assistenziale si ridisegna a causa dell’epidemia. Al medico della guardia medica spettano i kit protettivi, che saranno ubicati in sede prima di cominciare il turno di servizio. Deve essere garantita anche la sanificazione degli ambienti. Le visite ai pazienti andrebbero eseguite, preferibilmente in piedi, qualora manchi la disponibilità di lenzuolini monouso.

Nella sala d’aspetto, sia nello studio dei medici di famiglia, sia in sede di continuità assistenziale, si deve accedere previo contatto telefonico con il medico e relativo triage. E i medici stessi devono avere cura che le prenotazioni siano distanziate, ammettendo al massimo un paziente in sala d’attesa per ogni paziente che è in visita. Prima di entrare nello studio per sottoporsi alla visita ci si deve lavare accuratamente le mani. Gli eventuali accompagnatori devono restare rigorosamente fuori dall’ambulatorio.

Una parte del lavoro andrebbe effettuata in modalità smart, cioè in remoto. Il telefono quindi diventa via privilegiata di contatto, insieme a whatsapp e sms. Ciò vale anche per l’invio di esiti di esami e di referti, sempre dietro consenso del paziente. In questi casi il medico lo ricontatta entro la giornata lavorativa. Naturalmente l’auspicio è che si possano incrementare le visite in videoconferenza o via skype. In particolare per i positivi al coronavirus tenuti a casa, sempre che diano il loro preventivo consenso. Ciò vale anche per il paziente con sospetto contagio da COVID 19 sintomatico, oppure per sospetto contatto con positivi accertati.

Obblighi del MMG

Primo atto obbligatorio per il MMG o Il medico di continuità assistenziale è quello di compilare in caso di sospetto, e nei sintomatici al primo contatto, la scheda “Triage”. Scheda che fornisce informazioni ai dipartimenti di prevenzione, che decideranno per eventuale quarantena del paziente o per effettuare il tampone. Aspetto Importantissimo: il paziente deve avere a casa termometro, sfigmomanometro e pulsossimetro. Il motivo è semplice. Tale paziente che presenta sintomi lievi quali febbre, mialgia, tosse, disturbi gastrointestinali, astenia, e compenso nella respirazione. Con una pressione superiore a 110/70. Saturazione superiore a 93%. Frequenza del respiro inferiore a 30 atti al minuto e temperatura non superiore di media a 38,5. Questo paziente va tenuto a casa, lontano dai conviventi, con mascherina (chirurgica) per evitare di contagiare. Inoltre va contattato continuamente al telefono.

Se le sue condizioni si aggravano va chiamato il 112 e ricoverato. Analoga misura va seguita se invece sin dall’inizio non fosse compensato. Si comprende da ciò, quindi, l’importanza che il paziente abbia con sè i semplici strumenti sopra elencati. Affinchè venga gestita bene non solo la malattia, ma così può ridursi la diffusione del virus. E quindi vincere la battaglia contro il coronavirus.

Termometro laser e mascherine

Il paziente con mancato compenso

Il mancato compenso è inquadrabile con i sintomi classici: tosse-dispnea. Accompagnati da stato di ipotensione grave, saturazione ossigeno sotto il 93%, ed oltre 30 respiri al minuto (affaticamento respiratorio severo). Oppure, saturazione normale ma in grave peggioramento se il paziente viene fatto camminare 6 minuti per la stanza e lo si testa ad ogni minuto. Vanno inquadrati anche presenza di dissenteria, dispepsia, e non ultimo alterazioni dello stato di coscienza.

Nella gestione terapeutica a casa di questi pazienti evitare spray e cortisonici. Sì a tachipirina od ibuprofene. Sì a sintomatici e sedativi periferici per la tosse, e ad immunostimolanti. Antibiotici solo in casi particolari.

Consiglio per i pazienti: evitare qualunque terapia non dettata dal medico e che circola sul web.

NOVITA’

Sono stati autorizzati dall’AIFA il 17 marzo terapie domiciliari con farmaci antimalarici come clorochina ed idrossiclorochina. Antivirali utilizzati nella terapia dell”Aids( lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat).

Fino a ieri di solo uso ospedaliero, da oggi tali terapie sono dispensate dai servizi farmaceutici e fra breve prescritti direttamente dal medico di famiglia (MMG). Tali terapie, pur essendo al momento farmaci “off label”, vanno praticate ai pazienti, affinchè vengano ridotti gli accessi in ospedale e in terapia intensiva.

Il personale di studio può gestire i contatti telefonici e le ripetizioni al telefono stando in contatto con il MMG. Ma deve accedere a dispositivi protettivi e se non sono disponibili deve restare a casa!

Le recentissime Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) 

Sono state istituite per la sorveglianza attiva e la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID 19 che non necessitano di ricovero. Sono unità mobili con ambulanze dedicate e personale superprotetto. Effettuano tamponi e visite urgenti. Si evita, così, che pazienti con peggioramento della sintomatologia, affollino i pronti soccorsi. Oppure che vadano a sovraccaricare il 118, che è impegnato a lavorare anche per altre urgenze.

Le USCA sono costituite da medici di continuità assistenziale titolari e supplenti e medici di famiglia o medici in possesso del titolo di Formazione in Medicina Generale o in corso terzo anno. Esse sono attive 7 giorni su sette dalle ore 8.00 alle 20.00.

Cominciano, infine, sul territorio ad organizzarsi in molte ASL, dei TEAM di supporto psicologico sia per pazienti covid 19 che per il personale sanitario che ne ha bisogno.

Dr. Vincenzo Perone

Medico di Medicina Generale

Specialista in Oncologia

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