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Coronavirus, non aerare i locali chiusi aumenta il contagio

I locali chiusi possono rappresentare una fonte di contagio. Soprattutto se manca la circolazione ed il ricambio d’aria.

Con l’avvicinarsi della stagione fredda, sarà sempre più alto il numero di persone che staranno all’interno dei locali. Sarà quindi sempre più probabile che mancherà una opportuna circolazione e ricambio di aria. Con la conseguenza di creare un ambiente con una concentrazione del virus più alta. E pertanto maggiormente a rischio di trasmissione e di contagio. Questo perché il virus rimane nell’aria anche per ore, e viaggia nell’ambiente chiuso attraverso le microscopiche goccioline di aria che noi tutti emettiamo.

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Il rischio dell’ambiente chiuso


Pericolo che hanno messo in evidenza e dichiarato anche i CDC (Centers for Disease Control and Prevention), che sono il più importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti. Hanno sottolineato, infatti, come il coronavirus si trasmette con “la respirazione di goccioline (droplets) o piccole particelle. Come quelle in aerosol, prodotte da una persona infetta quando tossisce, starnutisce, canta, parla o respira. Queste particelle possono essere inalate nel naso, bocca, vie respiratorie e polmoni causando l’infezione. C’è una crescente evidenza – continua il rapporto dei CDC – che droplets e particelle aeree possono rimanere sospese nell’aria ed essere respirate da altri e viaggiare oltre i due metri. Per esempio quando si canta in un coro, nei ristoranti o nelle palestre. In generale ambienti interni senza una buona ventilazione aumentano i rischi”. Negli ambienti ristretti e chiusi salta anche il principio della distanza dei due metri, perché le goccioline di aria emesse da uno o più soggetti portatori del coronavirus, possono rimanere sospese e viaggiare nell’ambiente per minuti e persino ore. Anche dopo che la persona infetta ha lasciato il locale.


Prove evidenti


“Esistono evidenze che in certe condizioni, – continua il rapporto del CDC – persone con Covid-19 abbiano infettato altri che stavano oltre 1,8 metri di distanza. Tali trasmissioni avvengono in spazi chiusi che hanno una ventilazione inadeguata. Talvolta le persone infette respiravano pesantemente, per esempio mentre cantavano o facevano esercizi fisici”. Causa la maggiore concentrazione del virus in un ambiente chiuso. Come avvenuto a marzo nello stato di Washington in un corso di coro. Le prove di canto al chiuso hanno prodotto l’infezione su 53 dei 61 componenti del coro dopo aver cantato insieme per due ore e mezzo. “Gente che stava distante oltre 15 metri dalla persona che era contagiosa si è infettata”.
O come dimostrato dai ricercatori dell’University of Georgia che hanno studiato un’epidemia di CoVid-19 in una comunità cinese, trasmessa da un paziente ai colleghi sul bus su cui viaggiavano. Il mezzo aveva finestrini chiusi e aria condizionata. La gran parte di passeggeri di quel bus è risultata contagiata, per mancanza di areazione, come hanno osservato i ricercatori.

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Aerosol causa del contagio


“Altamente più probabile essere infettati da aerosol che spruzzati da droplets”, mettono nero su bianco i ricercatori dell’University of California. Le autorità di salute pubblica – è l’appello della lettera –  devono dare indicazioni chiare sulla mobilità all’esterno e all’interno dei locali, migliorando la ventilazione interna e la protezione dei lavoratori ad alto rischio”. Questo perché i droplets sono gocce più pesanti, che cadono subito a terra, mentre le goccioline aerosolizzate possono rimanere sospese e viaggiare nell’ambiente. Aumentando enormemente la possibilità di contrarre il virus.


Concorda anche l’OMS


Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che le persone devono evitare “spazi chiusi e ristretti con poca ventilazione. Radunarsi all’aperto quando è possibile”. Indossare la mascherina sempre e comunque fa la differenza. Soprattutto le ffp2 che trattengono fino al 95% di particelle. A differenza delle mascherine chirurgiche che proteggono non tanto chi la sta indossando, quanto le persone che le stanno vicine. Pertanto la maggiore protezione contro il contagio si ha attuando tutte le strategie di difesa. Dall’uso della mascherina (meglio se ffp2), alla distanza di sicurezza tra le persone, all’aerazione continua nei luoghi chiusi, e al cambio di filtri d’aria nei climatizzatori.

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