OKSalute.it
Gastroenterologia Salute

Pancreas malato? Interviene la tecnologia

Fonte – La Repubblica –

di Maria Teresa Bradascio –

Si chiama Spyglass SD ed è in grado di individuare eventuali anomalie, eseguire biopsie o, addirittura, intervenire per la cura dei calcoli

SI CHIAMA Spyglass SD ed è uno strumento innovativo di visualizzazione per la diagnosi e il trattamento delle malattie pancreatico-biliari. Consente, infatti, non solo di effettuare diagnosi di patologie a carico del pancreas e fegato e prelevare campioni di tessuto, ma anche di intervenire per la frammentazione di calcoli all’interno della via biliare. “Questo sistema – spiega, infatti, Maria Giovanna Graziani, direttore di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni–Addolorata di Roma – è utilizzato in particolar modo per effettuare una precisa diagnosi di neoplasia in tutti quei casi in cui ci sia un dubbio a riguardo”. Offre, dunque, un’alternativa ad interventi più invasivi rappresentando una vera e propria innovazione.

La precisione dello strumento per effettuare indagini di colangioscopia e di pancreatoscopia – ossia indagini che permettono di individuare con estrema accuratezza eventuali patologie a carico di fegato, colecisti, pancreas e dotti biliari –  è estrema. “Una tecnologia davvero innovativa – afferma Graziani – grazie alla quale gli endoscopisti esperti nelle colangio-pancreatografie endoscopiche retrograde (ERCP) possono effettuare indagini e così essere in grado anche di intervenire per trattare eventuali malattie pancreatico-biliari, come i calcoli alla colecisti”.

LEGGI Tumore allo stomaco, a Palermo il primo intervento in endoscopia del mondo

• COME È FATTO
Lo Spyglass è costituito dal controller SpyDS e da un catetere monouso SpyScope. Il sensore digitale permette un’alta risoluzione, in particolare si possono visualizzare le immagini con un campo visivo più ampio del 60% rispetto agli altri sistemi disponibili. Il catetere è dotato di due luci LED indipendenti, di un piccolo canale operatore che permette il passaggio dei diversi strumenti (device) necessari per le singole operazioni, e di canali di irrigazione. “La punta è flessibile e può essere orientata in più direzioni. Per questo lo strumento richiede una certa manualità dal punto di vista tecnico”.

Il catetere SpyScope viene inserito in un piccolissimo endoscopio, il duodenoscopio. Così, il medico introducendo l’endoscopio nella bocca del paziente raggiunge l’intestino e grazie al catetere SpyScope “può avere una visione diretta della via biliare ed epatica”. I canali di irrigazione e lo strumento di aspirazione sono usati per eliminare eventuali detriti dai dotti biliari. Per effettuare le biopsie viene utilizzata, invece, una sorta di pinza che è inserita nel canale operatore del catetere. “Se si osservano dei calcoli – spiega Graziani – si può intervenire direttamente ‘sparando’ con una sonda laser che li colpisce e li riesce a frammentare”.

• NON SOLO DIAGNOSI MA ANCHE INTERVENTO
“La grande innovazione di questo strumento – sottolinea la dottoressa – è sicuramente la possibilità che offre di intervenire e di effettuare biopsie mirate. Per questo è un importante passo avanti per risolvere dubbi diagnostici”. È quanto è stato sottolineato anche durante il recente congresso “Ritorno al futuro” all’Azienda Ospedaliera San Giovanni–Addolorata di Roma. Oltre duecento professionisti del settore hanno presentato non solo argomenti clinici, percorsi assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza e cura, ma anche i numerosi vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. E, tra queste, lo Spyglass ricopre un ruolo fondamentale grazie alla possibilità di una accurata diagnosi e di un tempestivo intervento che garantisce una nuova opportunità per una migliore presa in carico del paziente.

LEGGI Tumore del pancreas: premiata una giovane ricercatrice italiana

Post correlati