OKSalute.it
Fisiatria & Riabilitazione Ortopedia Salute

Rottura del crociato anteriore, cos’è? …Il caso di Nicolò Zaniolo

Rottura del crociato anteriore

Le immagini televisive hanno mostrato chiaramente l’incidente accorso al romanista Nicolò Zaniolo durante l’incontro di calcio Roma – Juventus. Si è trattato di rottura del legamento crociato anteriore.

L’incidente dell’attaccante giallorosso Nicolò Zaniolo durante la parte conclusiva del primo tempo di Roma Juve.

Cosa sono i legamenti del ginocchio

Il ginocchio ha 4 legamenti fondamentali: Il legamento crociato anteriore, legamento crociato posteriore, il legamento collaterale mediale e il legamento collaterale laterale.

Il legamento crociato anteriore parte dalla superficie inferiore dell’estremità distale del femore e si va ad attaccare alla parte superiore della tibia. Ha una lunghezza di circa 30 millimetri.

Il legamento crociato anteriore svolge le funzioni di prevenire l’iperestensione del ginocchio e di limitare la possibilità che la tibia abbia un movimento di rotazione interno.

Ciò contribuisce a rendere il ginocchio estremamente stabile.

Quando vi è una distorsione del ginocchio, si determina un danno più o meno esteso di uno o più dei 4 legamenti. Quando la distorsione è grave si arriva alla rottura del legamento.

Oramai è entrato nel linguaggio comune che quando si parla di rottura del crociato, ci si riferisce sempre al legamento anteriore. Difatti le statistiche indicano che i casi di rottura del crociato anteriore rappresentano il 95% del totale.

Cause di rottura del crociato

Le distorsioni al ginocchio che comportano la rottura del crociato anteriore, sono fortemente traumatiche e sono causate da:

Infortuni durante sport da contatto come il calcio, il rugby che determinano impatti violenti sul lato esterno del ginocchio, oppure all’interno del piede. Oppure sport come la pallacanestro, lo sci, atletica leggera dove ci sono repentini cambi di direzione. Le donne sono più a rischio degli uomini.

Rottura legamento crociato anteriore

Per ragioni di minore tonicità dei muscoli della coscia (quadricipiti). Oppure per cause ormonali che determinano maggiore lassità dei legamenti;

Torsione forzata verso l’interno o verso l’esterno del ginocchio;

Iperestensione del ginocchio, quando si dà il cosiddetto “calcio a vuoto”;

Arresto improvviso e brusco mentre si corre a velocità sostenuta;

Nelle persone anziane, più inclini a subire cadute improvvise e casuali.

Sintomi della rottura del crociato

La prima manifestazione è dato da un dolore molto forte a livello del ginocchio, che ne impedisce il movimento. Il più delle volte si percepisce un rumore proveniente dal ginocchio infortunato che ricorda lo schiocco della frusta, dovuto proprio alla lesione del legamento anteriore.

Immediatamente dopo si nota un gonfiore visibile, che tende a ridursi gradualmente fino alla sua scomparsa.

La conseguenza è un ginocchio instabile, che ne comporta una ridotta mobilità: il soggetto quando si alza in piedi ha la sensazione che il ginocchio “fugga” in avanti. 

Si possono evidenziare lividi ed ecchimosi sulla superficie del ginocchio compromesso.

Potrebbe riscontrarsi anche versamento articolare con la presenza o meno di sangue (emartro).

La statistica ci dice che in oltre il 50% dei casi la rottura del crociato si accompagna a danni che coinvolgono le altre strutture portanti del ginocchio. Legamento collaterale mediale, menisco mediale e cartilagine articolare. In questi casi, naturalmente, il quadro clinico è più grave, con tempi di recupero della funzionalità più lunghi. Soprattutto se si interviene tardivamente.

La Risonanza Magnetica, oltre l’esame obiettivo e clinico, è il test diagnostico più indicato, per comprendere l’entità e la sede della lesione del crociato. E se vi sono coinvolte altre strutture collegate e coinvolte nel danno.

La Cura

Il legamento crociato anteriore è privo di vascolarizzazione. Ciò ne pregiudica la possibilità di auto-riparare la lesione.

Pertanto l’unica possibilità che rimane è quella chirurgica, che ricostruisce e ripristina la naturale consistenza anatomica del legamento crociato.

L’intervento si fa in artroscopia, e prevede l’eliminazione dei legamenti rotti, sostituendoli con l’innesto nella stessa posizione di un nuovo legamento, prelevato il più delle volte dal tendine rotuleo. Viene effettuato in regime ambulatoriale, in day surgery, e dura in assenza di complicazioni lo spazio di un’ora. L’anestesia è epidurale o spinale.

Artoscopia per il legamento crociato anteriore

Solamente in casi di soggetti anziani e sedentari, si opta per una terapia conservativa.

La Riabilitazione

Dopo essere stati sottoposti all’intervento chirurgico, deve cominciare un piano riabilitativo e fisioterapico specifico.

La riabilitazione deve essere seguita scrupolosamente dal paziente. Questo perché deve riallenare il nuovo legamento e il ginocchio nella sua totalità, a prendere “confidenza” con tutte le attività del movimento. Dalla normale deambulazione, alla corsa, agli scatti e ai salti.

Riabilitazione rottura legamento crociato anteriore

Il recupero ottimale della funzionalità, se si è costanti nel seguire le fasi della riabilitazione, si ha nel 90% circa dei pazienti.

Tempi di recupero

Dall’inizio del percorso riabilitativo, normalmente i tempi di recupero sono almeno di 6 mesi.

Le eccezioni riguardano gli atleti che possono ridurre i loro tempi di recupero intorno ai quattro o cinque mesi.

Ma nel caso dell’infortunio al calciatore della Roma Nicolò Zaniolo, non la pensa allo stesso modo Andrea Piazze. Presidente del Gruppo di interesse specialistico in fisioterapia sportiva di Aifi, l’Associazione italiana dei fisioterapisti.

Egli mette in guardia le società sportive e i media, oltre che i tifosi, dal cercare di accelerare un ritorno alle attività agonistiche in tempi che non siano quelli dettati da una corretta riabilitazione.

Anche per gli atleti come Nicolò Zaniolo, quindi, valgono le stesse regole degli altri individui. Pertanto, secondo Andrea Piazze, i tempi di recupero ottimale si ottengono dopo nove – dodici mesi di riabilitazione.

In caso contrario vi è il rischio di recidive.Fermo restando che Nicolò Zaniolo, effettuando una fisioterapia mirata, può essere in grado di ritornare in campo per i campionati europei.

Post correlati