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Che cosa può provocare la sciatica?

Antonella Sparvoli 

Fonte: Corriere della Sera Salute

Il più delle volte la causa è un’ernia discale che comprime la radice del nervo

Meglio non sottovalutare la sciatica, anche una volta passato il dolore, perché il rischio che il problema si ripresenti è alto.

A che cosa è dovuta la sciatica?
«Le cause sono diverse, le più classiche sono l’irritazione o la compressione di una radice nervosa spinale per la presenza di un’ ernia discale che protrude verso la parte interna del canale spinale o nei forami intervertebrali. L’ ernia può essere accompagnata, o favorita, da alterazioni delle vertebre, di solito legate all’artrosi – spiega Isabella Springhetti, responsabile della Divisione di recupero e rieducazione funzionale dell’Irccs Fondazione Maugeri di Pavia -. Anche scoliosi gravi e microtraumi ripetuti possono concorrere a deformare le vertebre o a renderle instabili, con conseguenti “spinte” o compressioni delle radici nervose.
La sciatalgia può anche avere un’origine non spinale, come nella cosiddetta sindrome del piriforme , un piccolo muscolo nella regione del gluteo che ospita nelle sue fibre il passaggio del nervo sciatico, il quale, a causa di contratture prolungate del muscolo in questione può rimanerne irritato o compresso. Anche posture scorrette mantenute a lungo, come quelle di alcune categorie di lavoratori (muratori, camionisti, dentisti) possono favorire la compressione del nervo. Più rari i casi in cui la sciatica è spia di tumori o di malattie non muscoloscheletriche».

Quali sono i sintomi?
«Il dolore tipico parte dalla zona lombare della schiena e scende lungo il corso del nervo sciatico, passando per il gluteo e per tutta la parte posteriore e/o laterale della coscia e della gamba, verso il calcagno, il piede, a volte fino all’alluce. Di solito riguarda un solo lato del corpo e ha un’intensità variabile.
Talvolta sono presenti formicolii, intorpidimento e difficolta a controllare il movimento di uno o più dita del piede. Nei pochi casi in cui il dolore è bilaterale, soprattutto sull’esterno delle cosce, può trattarsi di stenosi del canale lombare , restringimento del canale vertebrale, che comprime anche tratti estesi di midollo o più radici (condizione che può essere costituzionale e aggravarsi con l’età)».

Quali esami vanno fatti?
«In genere si parte dalla visita, per procedere poi, se necessario, con indagine mirate in base alla causa sospettata. A volte non servono esami, in altri casi è utile una radiografia. Se ci si vuole focalizzare sul tessuto nervoso si ricorre alla risonanza magnetica. La Tac è utile per valutare l’osso, l’elettromiografia soprattutto quando, oltre al dolore, c’è difficoltà a compiere movimenti (come alzare un piede o muovere l’alluce)».

Come si cura la sciatica?
«Poiché il rischio di ricadute è alto non bisogna limitarsi a far passare il dolore acuto, per il quale si ricorre ad antinfiammatori, antidolorifici e miorilassanti. In chi non può assumere farmaci e in chi ha sofferenza intensa e protratta, che non risponde alle terapie per bocca, sono utili infiltrazioni locali nel canale vertebrale con farmaci anestetici, associate o meno a cortisonici. Può essere d’aiuto anche l’applicazione di correnti a bassa intensità (Tens). Trascorsa la fase acuta, bisogna avviare un programma fisioterapico (si veda box in alto), al termine del quale il paziente deve continuare una regolare attività fisica. Da riservare a casi selezionati,
è l’intervento chirurgico, per esempio, in caso di ernie discali espulse od ostruenti che comprimono completamente una radice nervosa o addirittura il sacco midollare».

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