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Diabete: vaccini ‘amici’ dei pazienti. Raccomandati dalle nuove linee guida

Fonte : La Repubblica –

di Elvira Naselli

Al congresso le società scientifiche presentano insieme gli standard per trattare la malattia

LE NUOVE linee guida italiane per il trattamento del diabete le presentano a Rimini, al congresso nazionale Sid, i presidenti delle due società scientifiche, Domenico Mannino per Amd, associazione medici diabetologi, e Giorgio Sesti per la società italiana diabetologia. Un documento condiviso che verrà pubblicato sui siti delle due società e potrà essere consultabile da medici e pazienti. E che serve anche alle istituzioni, quando i medici diabetologi chiedono strumenti o risorse per affrontare la malattia dei propri pazienti. A cominciare dai farmaci.

• I BOCCIATI
Nelle nuove linee guida la metformina resta farmaco di prima scelta. Tutto cambia però sul farmaco da affiancarle quando il controllo non è ottimale. Retrocedono sulfaniluree, usate ancora dal 37% dei diabetici, glinidi o acarbose, che hanno effetti collaterali importanti. Al loro posto vengono preferiti per efficacia, sicurezza e tollerabilità pioglitazone, inibitori Dpp4, agonisti del Glp1 o inibitori Sglt2. “Questi farmaci – precisa Giorgio Sesti – che hanno anche importanti effetti extraglicemici, come perdita di peso e miglioramento della pressione arteriosa, ci consentono di essere più ambiziosi nel target glicemico, che può rientrare in quello cosiddetto normale – che è 6,5% di glicata – e non più in quello di sicurezza”.

• GLI OBIETTIVI FLESSIBILI
L’obiettivo di 6,5 non è uguale per tutti. Un paziente giovane o senza complicanze legate alla malattia può ambire al raggiungimento di questo livello. Che può essere spostato a 7 se ci sono invece già complicanze o addirittura a 7,5 se si usano farmaci che possono provocare ipoglicemia. Nell’anziano o con comorbidità ci si può spingere fino a un massimo di 8% di emoglobina glicata.

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• I VACCINI
Nel piano nazionale vaccini i diabetici sono considerati pazienti a rischio. Si ammalano più facilmente di influenza e polmonite, sono più a rischio di infezioni pneumococciche e setticemia. “Oltre al vaccino antinfluenzale e per lo pneumococco – continua Sesti – raccomandiamo quello per l’Herpes, che ha maggiore incidenza nei diabetici e si sovrappone alla neuropatia, e la trivalente morbillo-parotite- rosolia. Anche perché i diabetici rispondono bene, beneficiano dei vaccini e si riducono ricoveri e mortalità”.

• CANCRO E MODY
Come si tratta il paziente oncologico in chemioterapia o in cura palliativa. Trattamenti che possono impattare sul metabolismo degli zuccheri.  Ma anche il cosiddetto Mody, un disordine genetico responsabile di una forma di diabete non insulino-dipendente, che insorge da giovani e in genere in soggetti magri. “UNa forma della malattia poco riconosciuta e non aggressiva che colpisce circa l’1% dei diabetici – conclude Sesti – però va individuata per trattare le complicanze”.

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