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Diabete, l’attività fisica la potrà prescrivere il medico

Camminare per combattere la malattia diabetica. Ecco come, secondo le linee guida di tre società scientifiche

L’attività fisica dovrebbe essere svolta da tutti, almeno 30 minuti al giorno. Perché ci mantiene in buona salute ed aiuta a prevenire alcune malattie. O a tenerle sotto controllo. Come è il caso del diabete di tipo 2, di cui è affetto oltre 4 milioni di italiani. Per i quali l’attività fisica, come il solo camminare, diventa una vera e propria terapia. E come tale essere prescritta da un medico ed affidata ad esperti del movimento. Come avviene già in alcuni paesi, con il supporto del servizio sanitario. Per tale motivo tre società scientifiche hanno stilato congiuntamente delle linee guida dedicate alle persone affette da diabete di tipo 2. Che indicano come camminare, anche per evitare il fai-da-te che può comportare dei rischi.


Le tre società scientifiche

La Sid (Società italiana diabetologia), l’Amd (Associazione medici diabetologi), e la Sismes (società italiana di scienze motorie e sportive), hanno presentato le linee guida all’Istituto superiore di Sanità che dovrà approvarle. Dopodichè  saranno pubblicate in modo da dare indicazioni pratiche e basate sulle evidenze scientifiche a pazienti e diabetologi. Perché proprio il cammino? “Perché è un’attività semplice. Poco costosa. Realizzabile in contesti diversi – spiega Paolo Moghetti, autore del documento in rappresentanza della Sid – e per cercare di smuovere la montagna. Spesso le persone con diabete sono sedentarie, anche perché per loro è più faticoso fare esercizio fisico”

Naturalmente bisogna iniziare con gradualità. Di fare attività fisica con costanza, in maniera tale da incrementarne a poco a poco i tempi e l’intensità. Tanto da poter poi riuscire a fare periodi di alta intensità alternati a periodi di recupero, quello che si chiama HIIT, high-intensity interval training. “L’idea è di modulare sia l’intensità che la modalità delle attività fisiche – spiega Federico Schena, autore del documento per Sismes –. Per esempio differenziando i terreni su cui camminare, che pongono difficoltà diverse. O interagendo altri distretti corporei, come il Nordic walking. I bastoncini coinvolgono anche le braccia e sono utili sia perché rendono il cammino più sicuro che perché aumentano il dispendio energetico. Il termine HIIT non deve far pensare soltanto agli atleti. Anzi è uno strumento adatto anche a persone con patologie purché ci sia una prescrizione accurata e una supervisione nel tempo, come si fa con gli atleti”.



L’HIIT


L’HIIT, infatti, non soltanto aumenta il dispendio della camminata del 20-25% rispetto alla camminata normale senza bastoncini. Ma aumenta la capacità di esercizio, lo stato funzionale, il profilo lipidico, gli outcome cardiorespiratori. Inoltre aiuta a perdere peso e a ridurre il dolore cronico. Oltre ad agire positivamente sull’umore. Durante l’esercizio va comunque monitorata la frequenza cardiaca, la velocità e l’accelerazione del corpo. Per le persone con diabete di tipo 2 obese o in sovrappeso la raccomandazione è di camminare evitando salite o discese con più del 5% di pendenza e riposandosi ogni 15 minuti di attività.

Le dodici raccomandazioni



Ma ecco in sintesi le dodici raccomandazioni messe a punto dagli esperti delle tre società: 1- Camminare migliora il controllo della glicemia nelle persone con diabete mellito di tipo 2; è dunque fortemente raccomandato svolgere una qualche attività di tipo aerobico. Camminare è alla portata di tutti. 2- Camminare è una terapia anche per molte delle alterazioni associate al diabete di tipo 2: favorisce la perdita di peso, riduce la pressione arteriosa e aiuta a sentirsi meglio. 3- Camminare per le persone con diabete di tipo 2 migliora la fitness cardio-respiratoria. 4- Camminare può aiutare contro le complicanze croniche del diabete, in particolare nel ridurre il rischio cardiovascolare. 5- Si raccomanda di effettuare un allenamento supervisionato e basato su protocolli. 6- Ma anche la camminata senza supervisione è valida, soprattutto se combinata con strategie motivazionali. 7- L’interval training può essere consigliato alle persone con diabete, soprattutto alle più giovani e con una buona fitness. Alternare un 1 minuto di camminata veloce a 1 minuto di camminata lenta (o 3 e 3) è più efficace sul controllo glicemico e sulla fitness cardiorespiratoria della camminata continua. 8- Il Nordic walking è più efficace della semplice camminata perché mette in moto non solo le gambe, ma anche la parte superiore del corpo. 9- Oltre all’intensità e alla durata della camminata va ‘prescritto’ anche il percorso (tipo di fondo e pendenza). Camminare sulla sabbia o in salita comporta uno sforzo che non tutti i pazienti possono affrontare. 10- Nella prescrizione dell’allenamento va specificato anche il momento della giornata. Camminare dopo un pasto, può aiutare a ridurre i picchi post-prandiali di glicemia e la sua variabilità. Vanno considerate anche le interazioni tra i farmaci anti-diabete e l’attività fisica. 11- Per interrompere la sedentarietà, oltre all’esercizio fisico, andrebbero prescritti dei brevi periodi di camminata a passo veloce (ad esempio 3 minuti ogni 30 minuti passati seduti) che hanno un effetto favorevole sul controllo della glicemia. 12- La prescrizione di un allenamento basato sulla camminata in tutte le persone con diabete andrebbe preceduta da un’attenta e personalizzata valutazione medica e funzionale.

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