OKSalute.it
Diabetologia Salute

Studio“Credence”, Canaglifozin per il diabete riduce le complicanze

Quasi 1,5 milioni di pazienti diabetici in Italia corrono il rischio di sviluppare complicanze severe. Tra queste da evidenziare la nefropatia diabetica e le malattie cardiovascolari.

Bisogna tener presente che la nefropatia diabetica e’ tra le cause principali che portano il malato verso una malattia renale allo stadio terminale.

Un nuovo farmaco, il Canagliflozin, presente sul mercato, ha dato però dei buoni risultati, riuscendo a ridurre di oltre il 30% il rischio di progressione della malattia renale, in malattia cronica. Al tempo stesso si è ridotta di circa il 40% l’insorgenza di scompenso cardiaco nei pazienti con diabete mellito di tipo 2.

Questo è quanto emerso da uno studio internazionale di fase 3, e chiamato ‘Credence’, che è l’acronimo di Canagliflozin and renal events in diabetes with established nephropathy clinical evaluation.

Lo studio ‘Credence’ ha arruolato più di 4.400 pazienti adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 e con presenza di  malattia renale cronica di origine diabetica. I pazienti coinvolti sono distribuiti in paesi che vanno dal  Nord America all’ America Latina. Dall’Europa al Sud Africa e Asia-Pacifico.

Nel board dello studio Credence vi è anche Luca De Nicola , professore associato della cattedra di Nefrologia presso l’Università “L. Vanvitelli” della Regione Campania.

Luca De Nicola ha affermato che grazie al farmaco  Canaglifozin i pazienti affetti da nefropatia diabetica possono prevenire la progressione del danno renale che conduce verso la dialisi.

I risultati positivi riscontrati, sono comunque di molto superiore ai trattamenti fatti  in precedenza.

Inoltre, bisogna aggiungere un altro vantaggio da parte del Canaglifozin. Si è, infatti, dimostrato avere un effetto  cardioprotettivo importante. Difatti si sono avuti nei pazienti diabetici esaminati, una riduzione di circa il 40% di incidenza di scompenso cardiaco.

La terapia, infine, si è dimostrata anche più tollerabile, rispetto alle terapie tradizionali.

Post correlati