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Cardiologia Salute

Il colesterolo cattivo può danneggiare la valvola aortica

Antonella Sparvoli

Fonte: Corriere della Sera Salute

Un suo eccesso nel sangue determinato geneticamente sarebbe implicato nel possibile sviluppo di questa patologia degenerativa, particolarmente comune negli anziani

Chi ha una predisposizione genetica ad avere livelli elevati di colesterolo Ldl, più noto come colesterolo cattivo, sembrerebbe avere maggiori possibilità di sviluppare alterazioni a carico della valvola aortica. Si formano depositi di calcio e ostruzioni, con conseguenze potenzialmente gravi visto che questa valvola ha l’importante compito di regolare il flusso di sangue ossigenato verso i vari tessuti e organi del corpo. La segnalazione viene da uno studio appena pubblicato sul Journal of the American Medical Association.

Valvola aortica e colesterolo

I nuovi dati sono stati raccolti su circa 35 mila pazienti. Essi mostrano che il colesterolo Ldl, quando presente in eccesso a causa di una predisposizione genetica, non è solo un fattore di rischio per l’infarto e altre malattie vascolari. Ma è associato anche a un rischio aumentato di sviluppare la stenosi (ostruzione) della valvola aortica, una patologia degenerativa molto comune nei pazienti anziani.

Si stima, infatti, che circa il 4,6 per cento dei settantacinquenni soffra di stenosi aortica grave, percentuale che arriva all’8 per cento negli over 85. Questa condizione in fase iniziale può non dare sintomi, ma man mano che la stenosi progredisce si può andare incontro a una lunga serie di disturbi. I più tipici sono difficoltà di respiro, a volte perdita di conoscenza, dolore al petto, segni di scompenso (quando cioè il cuore non riesce a pompare bene il sangue). La prognosi è brutta: circa l’80 per cento muore in tre anni, se non si interviene chirurgicamente.

I ricercatori svedesi fanno intravedere la potenzialità, ancora da dimostrare, che un intervento precoce per ridurre il colesterolo Ldl possa prevenire o quanto meno ridurre la possibilità di sviluppare la malattia della valvola aortica.

Possibile prevenzione

«Questo nuovo studio genetico conferma un dato già noto da un punto di vista epidemiologico/osservazionale. Esso mostrerebbe un’alta prevalenza di ipercolesterolemia nei soggetti che hanno o che sviluppano stenosi della valvola aortica – osserva Arrigo Cicero Arrigo, farmacologo clinico della Divisione di Medicina interna dell’Università di Bologna -.

Sulla base di questi presupposti si è già fatto qualche tentativo per valutare se il trattamento intensivo dell’ipercolesterolemia potesse portare a qualche vantaggio nella progressione della stenosi aortica. Finora però si è visto che solo i pazienti che hanno già avuto un infarto o equivalente hanno un netto vantaggio preventivo degli eventi cardiovascolari. Mentre non sembra esservi un effetto particolare sulla valvulopatia di per sé».

Quindi per ora, i nuovi risultati non cambiano le carte in tavola. Ma se ulteriori studi riusciranno ad evidenziare un possibile ruolo di un trattamento precoce dell’ipercolesterolemia, si potrebbe avere a disposizione un’arma in più. A tutto vantaggio di questa ampia fascia di pazienti.

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