Tatuaggi, attenti a quei colori. Ritirati quattro inchiostri

Fonte : La Repubblica –

di Maria Teresa Bradascio –

La decisione del ministero della Salute: sono cancerogeni. Solo pochi giorni fa ne erano stati segnalati altri cinque

GREEN beret, Black mamba, Sailor jerry red e Hot pink. Sono i nomi dei quattro inchiostri per tatuaggi – verde, nero, rosso e rosa – per i quali oggi il Ministero della Salute ha disposto il richiamo e il divieto di vendita. All’interno, infatti, sono state individuate sostanze cancerogene, come si legge sugli Avvisi di sicurezza pubblicati sul sito del dicastero. Pochi giorni fa, anche altri pigmenti erano stati individuati come pericolosi per la presenza di sostanze chimiche a rischio cancro. Si tratta di inchiostri prodotti dalle aziende statunitensi Eternal Ink, Black Ink e World Famous Tattoo Ink. Sotto accusa le ammine aromatiche, riconosciute come cancerogene per l’uomo: le analisi effettuate dall’Agenzia protezione ambiente Arpa del Piemonte hanno, infatti, rilevato la presenza di anisidina.

Ma esiste una legislazione che controlla tutti i pigmenti? “In realtà – spiega Antonio Cristaudo, Direttore Unità operativa di dermatologia infettiva e allergologia dell’Istituto San Gallicano di Roma – non ci sono norme sulla composizione chimica degli inchiostri per tatuaggi. Vengono utilizzate quelle dei cosmetici che, però, a differenza degli inchiostri non sono iniettati nella pelle. La situazione, quindi, è complessa anche perché questi colori si possono comprare pure su internet, dove non c’è nessun controllo”. A tal proposito, in occasione dell’European Academy of Dermatology and Venereology, tenutosi a Parigi a settembre, gli esperti avevano, infatti, chiesto di rafforzare la normativa degli inchiostri dei tatuaggi. In pochi giorni, fra il 21 e il 25 marzo, in tutto 9 tipologie di inchiostri per tatuaggi  sono stati vietati perché contenenti pigmenti non conformi alla Risoluzione Europea del 2008. Fra questi alcuni inchiostri provocano allergie. Sono stati bloccati anche il dubai glod, il banana cream, il lining green e il linng red light, per rischio cancerogeno, e il blue iris il perché potrebbe provocare allergie, per la presenza di metalli pesanti non ammessi come cromo e nichel oltre i limiti.

I metalli negli inchiostri

Pochi anni fa uno studio condotto dall’Istituto San Gallicano di Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha indagato proprio sulla presenza di metalli tossici in alcuni colori per tatuaggi. Avendo come riferimento la legislazione sui cosmetici, i metalli risultavano essere in quantità superiore rispetto ai limiti consentiti. In particolare sono stati presi in considerazione il nichel, il mercurio, il cobalto, il cromo e il cadmio. “Il nichel e il cobalto – precisa il dermatologo – sono metalli che più facilmente danno problematiche a livello cutaneo come la dermatite infiammatoria, mentre il cadmio e il mercurio possono dare più reazioni di tipo tossico”. I rischi principali dovuti ai metalli sono, infatti, due: si possono avere reazioni di natura infiammatoria o reazioni allergiche.

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Le ammine cancerogene

Ma nell’inchiostro utilizzato per il tatuaggio non ci sono solo sostanze inorganiche come i metalli. Sono presenti anche sostanze organiche ed è tra queste che rientrano le ammine aromatiche individuate appunto dall’Arpa nei prodotti richiamati dal Ministero della Salute. “Queste sostanze possono dare altri effetti, per esempio le ammine aromatiche, definite cancerogene dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, sono associate al rischio cancro. E anche alcuni metalli lo sono”, sottolinea Cristaudo. “Ma ovviamente bisogna considerare anche la quantità di cute interessata e quindi la grandezza del tatuaggio”.

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Il rischio malattie infettive

Oltre a reazioni cutanee di tipo infiammatorio, reazioni allergiche o possibili effetti cancerogeni, un rischio spesso associato ai tatuaggi è quello della trasmissione di malattie infettive. Se l’attrezzatura usata è, infatti, contaminata da sangue infetto, c’è il rischio di contrarre diverse malattie, come l’epatite C o l’HIV “Su questo aspetto, però, c’è molto controllo”, ci tiene a sottolineare Cristaudo. “I locali dove vengono effettuati i tatuaggi sono sottoposti a una legislazione molto stringente: ovviamente se viene rispettata, il rischio di malattie infettive è del tutto sotto controllo”.

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