Due giovani piemontesi sono stati salvati nel giorno di Natale, grazie ad un trapianto di cuore (ecco una tecnica lifting poco invasiva) eseguito da l équipe medica di Mauro Rinaldi e Massimo Boffini, guidata da Giovanni Marchetto, dell’Ospedale Molinette di Torino, e il Regina Margherita. L’organo è stato donato pochi giorni fa da un giovane deceduto a seguito di un incidente sul lavoro.
Il primo caso, spiegano i medici, riguarda un ragazzo di 17 anni, che vive in provincia di Cuneo, ricoverato ad inizio mese dopo un gravissimo incidente stradale, che gli ha provocato una cardiomiopatia dilatativa. A donare l’organo, un giovane deceduto pochi giorni fa in un incidente sul lavoro.
Mentre il secondo intervento invece, eseguito all’ospedale infantile Regina Margherita, ha come protagonista, un 14enne della provincia di Torino affetto da cardiomiopatia congenita, che in passato era già stato operato tre volte. Il cuore (ecco il braccialetto che lo salva) appartenente ad un uomo di 34 anni morto all’improvviso per una emorragia cerebrale (aneurisma ecco cosa fare) è arrivato dal Policlinico Gemelli di Roma. Ma poiché, l’aereo che lo portava non ha potuto posarsi allo scalo di Torino-Caselle per via della nebbia, è stato pertanto fatto atterrare a Linate. Successivamente, l’organo è stato poi preso in consegna, e trasportato nel capoluogo piemontese da un’ambulanza.

Trapianto di cuore: E’ un’operazione molto delicata e non esente da complicazioni.
Diversi disturbi, non tutti, insorgono a causa dell’assunzione di farmaci immunosoppressori; queste medicine sono fondamentali per un individuo trapiantato, perché depotenziano le difese immunitarie riducendo le probabilità di rigetto del nuovo cuore impiantato. Il seguente elenco riporta le complicanze più comuni successive a un trapianto di cuore: Rigetto dell’organo, fallimento del trapianto, infezioni, difetti dei vasi arteriosi collegati al cuore, tumori, insufficienza renale.