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Vaccini, si va verso l’obbligo flessibile ma serve l’anagrafe digitalizzata

Fonte : Corriere della Sera Salute –

Il governo lavora a un testo che dovrebbe ammorbidire le sanzioni e puntare sulla consapevolezza dei cittadini. Il Pd attacca. E il morbillo continua a fare morti in Europa

di Laura Cuppini

Quello dell’obbligo vaccinale è, e soprattutto sarà, un tema caldo. Dopo la circolare di inizio luglio (basta l’autocertificazione della famiglia per l’accesso a scuola), il ministro della Salute Giulia Grillo e il collega dell’Istruzione Marco Bussetti dovranno trovare la quadra con un disegno di legge – annunciato dalla stessa Grillo – che trovi l’accordo dei leghisti, contrari all’obbligo, ma senza cancellare i passi avanti fatti con fatica dopo l’approvazione della legge Lorenzin un anno fa: la copertura per il morbillo è salita di oltre 4 punti, ma non ha ancora toccato la soglia del 95% necessaria per la “copertura di gregge ” e richiesta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

«Allarme ingiustificato»

Già la circolare di luglio aveva fatto storcere il naso, oltre che all’opposizione di governo, anche a diversi esponenti della sanità. «L’autocertificazione è stata usata per tutto il 2017. Quindi quello che è successo nel 2017 e nella prima parte del 2018 sta continuando ad accadere – era stata la risposta della ministra -. L’allarme dei pediatri è ingiustificato perché dovrebbero sapere bene che è stato usato lo stesso metodo. Non vedo cosa sia cambiato».

«Un atto estremo»

Il lavoro di limatura del nuovo testo si sta concentrando sull’ipotesi di “obbligo flessibile” e sulla gradualità del meccanismo sanzionatorio. Con ampio spazio al coinvolgimento delle famiglie (annunciato), che dovrebbero vaccinare i figli perché convinte della scelta, non per imposizione. «L’obbligatorietà legata all’esclusione scolastica è un atto estremo: i Paesi o ce l’hanno da sempre o non la introducono all’improvviso – ha detto Grillo, ospite della trasmissione Agorà Estate -. Ciò che il Parlamento farà sarà affrontare come proporre alla popolazione le vaccinazioni, se con metodo di obbligatorietà o con quello di raccomandazione, o se con un metodo che secondo me è il più intelligente, flessibile, sulla base dei dati epidemiologici e con un’obbligatorietà che non sia necessariamente l’esclusione dalla scuola».

Parola chiave: gradualità

«L’obbligatorietà del vaccino si può graduare – ha insistito la ministra -: nell’intensità, nel tempo e anche a livello territoriale perché ci sono Regioni che hanno coperture vaccinali altissime e altre in cui sono molto più basse. Quindi magari prevedere degli interventi mirati: questo è il razionale di buon senso non fare un decreto che all’improvviso mette dieci vaccini obbligatori quando il giorno prima ce n’erano quattro e neanche erano obbligatori. Abbiamo criticato fortemente il decreto Lorenzin perché non è stato né graduale né preceduto da un adeguato lavoro da parte del Governo». «L’informazione è fondamentale perché i cittadini, se messi davanti ai dati oggettivi, sono convinta che razionalmente sceglierebbero di vaccinarsi – ha detto ancora Grillo -. Razionalmente ci sono tutti i motivi per decidere di vaccinarsi, quando i vaccini sono sicuri ed efficaci come quelli in commercio in Italia».

Anagrafe digitalizzata

Un punto importante è quello legato all’anagrafe nazionale, prevista dalla legge entrata in vigore un anno fa ma ancora lontana dall’essere operativa: uno strumento che registra chi è vaccinato (o immune, o non vaccinabile) e chi deve invece ricevere una o più somministrazioni. «Manca un’anagrafe vaccini, alcune Regioni ce l’hanno informatizzata, altre meno, altre in via di allestimento – ha detto Grillo a Radio Anch’io -. Dati precisi, in tempo reale, possono essere ottenuti solo con un’anagrafe informatizzata che connette i dati di tutte le Regioni. Questo ci consentirebbe di intervenire immediatamente, senza aspettare i trend annuali». Dello stesso parere Pierpaolo Sileri (M5S), presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato: «L’anagrafe digitale è fondamentale per riuscire a mantenere le coperture previste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si potrebbe decidere per l’obbligo di un vaccino in un determinato territorio o, in caso di ottima copertura, procedere solamente con una forte raccomandazione».

Pd: «Invita a infrangere la legge»

Una strada lastricata di errori, secondo il Partito Democratico. Durissimo il commento che il deputato Michele Anzaldi ha pubblicato su Facebook: «Le dichiarazioni della ministra sui vaccini sono imbarazzanti: può un ministro invitare i cittadini a infrangere la legge? L’obbligo di vaccinazione è in vigore da più di un anno, la legge è chiara e non basta certamente una circolare per cancellarla. Chi non rispetta la legge non soltanto mette a rischio la salute dei più deboli, ma rischia di incorrere nelle sanzioni previste». «Ancora più inquietante – prosegue Anzadi – è sentire la ministra che parla di allarme ingiustificato: vuole dire che i morti per morbillo sono stati un’invenzione?». Un’altra deputata del Pd, Elena Carnevali, ha chiesto il ritiro della circolare che autorizza le famiglie a presentare l’autocertificazione «perché contraria alla legge: una circolare è norma secondaria, non può modificare una norma legislativa».

«Togliere obbligo un errore»

Per il deputato Dem Paolo Siani, pediatra e componente della commissione Affari sociali e Sanità, «interrompere l’obbligo vaccinale, dopo soltanto un anno e senza aver raggiunto quota 95% di copertura per avere l’“effetto gregge” è sbagliato. Se un bambino non vaccinato dell’Emilia Romagna va in vacanza in Campania e contrae il morbillo, perché la Campania ha una copertura vaccinale non ancora ottimale, si crea un’epidemia. Perché correre questo rischio?». «Tra due anni, senza pregiudizi, ci si mette al lavoro anche insieme e si decide quale strada intraprendere per il bene comune – prosegue Siani -. Lo si può fare quando avremo coperture omogenee su tutto il territorio nazionale e poi insieme arriveremo a superare l’obbligo».

Otto morti in Italia

Intanto il morbillo continua a circolare in Europa, con focolai in 8 Paesi (tra cui l’Italia). Lo afferma il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) nel bollettino mensile. A maggio venti Paesi europei hanno raggiunto 1.386 casi di morbillo. «Francia, Germania, Grecia, Italia e Gran Bretagna – scrivono gli esperti dell’Ecdc – continuano a segnalare un alto numero di casi, anche se con un trend in discesa». È stata l’Italia ad avere più contagi a maggio (396; 1.716 da inizio anno), seguita da Grecia (290) e Francia (239). Nel 2018 ci sono state 31 morti nel continente dovute al virus, di cui 4 in Italia (8 dall’inizio del 2017 a oggi). «Per fermare la trasmissione del morbillo e proteggere i più vulnerabili dalle complicanze più gravi e dalla morte, soprattutto i neonati, almeno il 95% della popolazione deve essere vaccinata – sottolinea il rapporto -. Solo quattro Paesi europei hanno raggiunto questo obiettivo per entrambe le dosi di vaccino».

Una malattia molto contagiosa

Il morbillo può causare complicanze gravi come encefaliti, polmonite, insufficienza respiratoria e persino la morte. La sua eliminazione è un obiettivo in tutte le regioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’Europa aveva adottato l’obiettivo di eradicazione della malattia entro il 2015, ma senza raggiungerlo. Il solo modo efficace per proteggersi dal morbillo è la vaccinazione. Si tratta infatti di una delle malattie più contagiose e si diffonde sia attraverso il contatto diretto sia attraverso le particelle sospese in aria; non solo, chi ha contratto il morbillo è più contagioso nel giorni precedenti la comparsa dei sintomi, quando non si sospetta la malattia. Due dosi di vaccino sono efficaci al 97-99% per prevenire il contagio. «I fatti raccontano di grandi risultati per i vaccini, ma purtroppo manca la memoria storica – ha detto il farmacologo Silvio Garattini -. Sono d’accordo con l’obbligo vaccinale: non ce ne sarebbe bisogno se tutti avessero volontà di vaccinarsi, ma non è così. O tutti sono d’accordo o dobbiamo mettere un obbligo, perché abbiamo il dovere di proteggere coloro che non possono vaccinarsi».

in foto : il Ministro della Salute Giulia Grillo

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