Terapie tumorali, il budget sta finendo per il Salernitano

Fonte : La Città di Salerno –

di Salvatore De Napoli –

Dal 18 giugno l’assistenza nei centri accreditati sarà a pagamento per il superamento dei tetti di spesa

La tabella dell’Aspat, l’associazione che raggruppa buona parte degli studi di laboratoristica privata in Campania, è impietosa. Ad ogni step c’è una specialità diagnostica per la quale sono stati superati i tetti di spesa e, quindi, il cittadino dovrà pagare di tasca propria. E la tabella dell’Asl Salerno è ormai quasi piena di “stop”. G li esami cardiologici sono a pagamento dal 22 maggio scorso e si riprenderà la convenzione, ossia il pagamento regionale, il primo luglio; per quelli dei laboratori di analisi lo stop è arrivato lunedì scorso, per quelli di radiologia il 25 maggio, per quelli di medicina nucleare, addirittura, il quattro maggio e perfino la radioterapia, utilizzata da pazienti oncologici, sarà a pagamento dal 18 giugno prossimo. Migliaia di utenti costretti dunque a rivolgersi alle strutture pubbliche, mettersi in fila ed attendere il proprio turno.
«Abbiamo combattuto fianco a fianco con il governatore De Luca fino a quando non è stato designato commissario governativo alla sanità, dopo ha completamente disatteso ogni incontro con la categoria ed oggi ne vediamo i frutti, a danno delle aziende e soprattutto degli utenti, in particolare di quelli che hanno bisogno di cure urgenti», dice Pierpaolo Polizzi, presidente dell’Astap Campania.
«Avevamo chiesto a De Luca i tavoli di concertazione, per verificare con attenzione tutti i parametri e il rispetto dei tetti di spesa – ha affermato il presidente di Aspat Campania -. Ce li aveva promessi, appena è diventato commissario alla sanità non ci ha preso più in considerazione, riferendosi solo a poche persone. A Salerno, addirittura, il tavolo tecnico non si riunisce da due anni e il monitoraggio era necessario per accorgersi in tempo di eventuali sforamenti ed intervenire. Quelli che erano stati i suoi inviti, le sue rassicurazioni durante riunioni alla presenza di centinaia di nostri associati sono stati disattesi».
Le proteste da parte degli utenti è notevole, anche perché in alcune aree della Campania, ci sono prestazioni come quelle di medicina nucleare bloccate addirittura dal 30 aprile. «Si è arrivati a comunicarci a fine maggio che le prestazioni erano sospese dai primi giorni dello stesso mese – ha ribadito Polizzi – ed ora pioveranno i ricorsi giudiziari. Il caso, ad esempio, è quello dell’Asl Napoli 1 dove i laboratori di analisi hanno avuto lo stop delle prestazioni a pagamento a partire dal 3 maggio ma glielo hanno comunicato alla fine del mese scorso: come facevano a sapere che circa 30 giorni prima erano stati esauriti i tetti di spesa?».
Polizzi ricorda che dal consuntivo 2016, ultimi dati disponibili, i laboratori di analisi delle Asl e delle aziende ospedaliere erogano 3,5 milioni di prestazioni a fronte dei 35 milioni espletati dal privato accreditato. Il sistema trimestrale, inoltre, comporta un danno alle aziende: mentre prima i tetti di spesa si esaurivano a settembre o ottobre e quindi era possibile attivare la cassa integrazione per i dipendenti fino al nuovo anno, ora lo stop arriva più volte l’anno, non dando la possibilità di attivare alcuna forma di ammortizzatori sociali a danno delle imprese e dei lavoratori.
«Abbiamo presentato una serie di proposte – ricorda Polizzi – ed una in particolare: la determinazione del fabbisogno prestazionale in base ai criteri della L. 32/94 (spesa storica) così istituendo il Turb, il Tetto unico regionale di branca di modo che ogni Asl paghi le prestazioni per i cittadini residenti, facendo cessare di fatto di validità le prescrizioni emesse dopo la data di superamento del tetto, in singola branca. In questo modo, si eviterebbe, la “transumanza” dei cittadini alla ricerca in tutta la Campania del laboratorio che non fa pagare la prestazione sanitaria».

 

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