Sanità, bilanci in ordine in Campania: ok della Corte di Conti

Fonte : La Città di Salerno –

di Giovanni Volpe –

Il Ruggi azzera le perdite, l’Asl di Salerno abbatte del 25% l’indebitamento

Tornano in ordine i conti della Sanità campana, come attesta la sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione. Un verdetto relativo agli esercizi finanziari 2015 e 2016. Restano, invece, «nettamente al di sotto della soglia di adempienza con un punteggio pari a 106» i Livelli essenziali di assistenza, altra voce determinante per uscire dal tunnel decennale del piano di rientro. «I conti e i Lea devono procedere assieme – ricorda la Corte dei conti –. La condizione per uscire dal commissariamento o dal piano di rientro non può essere solo quella dell’equilibrio di bilancio, perché il risanamento economico deve essere accompagnato da una valutazione almeno sufficiente dei Lea. Non a caso la normativa denomina il piano di rientro come un programma operativo da attuare non solo sotto il profilo economico- finanziario, ma anche sul versante della riorganizzazione, della riqualificazione dei rispettivi Servizi sanitari regionali ». Dal 2016, ultimo anno contabile all’esame della Corte, la Regione afferma tuttavia che i Lea sono molto risaliti (ma è da capire se fino al minimo richiesto dalla legge, ovvero 160). Ad ogni modo, Palazzo Santa Lucia punta sulla carta dei bilanci vicini al risanamento, quando l’estate scorsa chiede formalmente la fine del commissariamento. Certo, comporta grandi sacrifici lo sforzo per coprire la voragine finanziaria. Risparmi e tagli che ancora incidono sulla qualità complessiva dei servizi. Ma l’austerità è la via concordata sin dall’inizio con Roma, per tornare alla gestione autonoma. E i progressi sono riconosciuti dal Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e dal Comitato permanente per la verifica dei Lea. Nel verbale del 18 luglio scorso, ad esempio, si rileva che i due organismi «provvedono all’aggiornamento delle valutazioni effettuate, avendo la Regione Campania registrato nel biennio 2016-2017 – scrivono i giudici – un risultato di gestione che evidenzia un avanzo medio annuo di 19,330 milioni di euro e avendo registrato un trend consolidato nel triennio di risultati di gestione in equilibrio». I numeri degli ultimi consuntivi recitano: avanzo di 49,821 milioni di euro nel 2015; di 30,782 milioni di euro nel 2016; di 7,878 milioni nel 2017. Nel capitolo dell’analisi economico- finanziaria e patrimoniale, si mostra l’evoluzione della spesa sanitaria negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016. La Corte evidenzia l’aumento nel 2014, seguito da una consistente riduzione nel 2015 e 2016, a livello di impegni, rispetto a quelli presenti nel bilancio generale regionale. In pratica, sono gli anni in cui la sanità campana avvia l’inversione di tendenza, nel comparto che assorbe oltre il 70% delle risorse regionali. «I conti economici consolidati della sanità relativi agli anni 2015 e 2016 – si legge – evidenziano un risultato positivo, al lordo delle rettifiche, pari rispettivamente a 68,59 milioni di euro per l’anno 2015 e a 101,30 milioni per l’anno 2016». Dal raffronto dei valori degli anni dal 2012 al 2016, si registra peraltro un andamento oscillante, essenzialmente a causa delle rilevanti variazioni dei finanziamenti ricevuti. Il risultato economico consolidato, infatti, è in peggioramento tra gli esercizi 2014 e 2015, passando da 181,44 a 68,59 milioni. Tuttavia, si certifica un miglioramento del risultato tra 2015 e 2016, con l’aumento da 68,59 a 101,30 milioni. Nel quadriennio 2012-2016 cala il numero di aziende sanitarie col bilancio chiuso in perdita: dalle 8 (su 18 osservate) del 2012 alle 2 del 2016. Per l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, il ruolino parla di -19.549 milioni (2012); -12.806 (2013); 7.777 (2014); 1.919 (2015); 3.633 (2016). Note positive anche in materia di indebitamento: tra 2015 e 2016 si passa da 10.874 a 6.660 milioni. La variazione per l’Asl Salerno è del -25% (-95.550 milioni). «Dallo Stato patrimoniale consolidato del servizio sanitario regionale, nel biennio 2015-16 – chiosano i giudici contabili –, si possono trarre le seguenti considerazioni: consistente riduzione degli “utili o perdite portate a nuovo” dell’80% circa con un significativo miglioramento del ripiano del disavanzo sanitario regionale; incremento del patrimonio netto del 22% circa; riduzione dei debiti del 30% circa; contrazione delle Immobilizzazioni del 3% che denota una riduzione degli investimenti effettuati nei due esercizi; alla riduzione dei finanziamenti per investimenti da parte dello Stato si assiste a uno sforzo positivo da parte della regione del 20% in più rispetto al 2015. L’abbattimento delle Perdite portate a nuovo è dovuto a un significativo abbattimento dei debiti (-30%) e un contestuale aumento degli utili (+42% circa)».

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