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Rassegna Politica Sanità

Paradosso ginecologia, ha troppo personale

Alfonsina Caputano  La Città di Salerno

29 medici e 26 ostetriche al Ruggi dopo l’arrivo del personale di Cava e Mercato San Severino in seguito agli accorpamenti. E non riescono a lavorare…

SALERNO. Troppi operatori sanitari. È paradossale la situazione che medici ed ostetriche del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Azienda universitaria ospedaliera Ruggi D’Aragona devono quotidianamente affrontare. Dopo la chiusura della maternità al “Santa Maria dell’Olmo” di Cava ed al “Fucito” di Mercato San Severino, il reparto dell’ospedale a via San Leonardo ha accolto il personale dei due plessi, arrivando a disporre in tutto di 29 medici e 26 ostetriche. Troppi per le risorse a disposizione dell’ospedale salernitano, che riesce a fatica a fronteggiare un numero di partorienti più che raddoppiato, proveniente da Cava, dalla Costa amalfitana e dalla Valle dell’Irno. I sindacati segnalano che la normale turnazione non riesce ad esaurire il monte orario richiesto mensilmente a medici ed ostetriche. Di conseguenza non è raro che spesso si trovino otto medici in servizio, oltre i tre di guardia, che non riescono a lavorare per mancanza di attrezzature. I conti sono presto fatti. Per un monte orario mensile di 150 ore, stabilendo tre medici per ogni turno (che dura 12 ore), toccano circa otto guardie a testa al mese, che si esplicano in 96 ore. Restano 54 ore a testa, che dovrebbero essere utilizzate per svolgere attività di supporto in sala operatoria o servizi ambulatoriali. Le scarse attrezzature ed i pochi spazi a disposizione, però, fanno sì che la presenza aggiuntiva dei medici sia pressoché inutile. Lo stesso discorso vale per le ostetriche, che sono 5 per turno, cioè 15 al giorno in servizio.

Ma quali sono i problemi strutturali del reparto di ginecologia del Ruggi? Innanzitutto il fatto che dispone di una sola sala operatoria. Come segnalato dai sindacalisti, inoltre, il pronto soccorso ostetrico è dislocato in una stanzetta di circa 20 metri quadrati, con un solo ecografo ed un solo lettino che permette di visitare una sola paziente alla volta. Il medico, poi, è chiamato a visitare e, contemporaneamente, ad effettuare

la relazione a computer per le dimissioni o a ricoverare. Il tutto richiede tempi dilatati (circa 20 minuti) e implica lunghe attese dei pazienti. Non ci sono, poi, stanze da adibire ai servizi ambulatoriali, né si può contare su un ambulatorio di cardiotocografia.

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