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Ospedale Cardarelli, Muto: Allarme pronto soccorso da Nord a Sud

Il Denaro

“Pronto soccorso al collasso, occorre pensare alla ‘rete stroke'”. È l’allarme lanciato da Mario Muto, primario di Neuroradiologia dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Il professore parla di “attese lunghissime e medici in difficoltà”.
“I servizi spesso non possono essere all’altezza – afferma – a causa di un sovraffollamento che in alcune giornate e periodo dell’anno diventa ingestibile. Da Nord a Sud la mappa dei Pronto Soccorso non cambia e l’assistenza nei grandi presidi ospedalieri resta un problema di difficile soluzione”.
Una possibile soluzione, a suo avviso, è rappresentata dalla cosiddetta ‘rete stroke’. “È, in pratica, una integrazione totale tra 118 e gli ospedali con centri Hub di primo e secondo livello – spiega – L’integrazione così organizzata permetterebbe il trasferimento dei pazienti in base a parametri clinico strumentali nella struttura più idonea alle necessità di cura del paziente stesso”.
Allo stesso modo, come prosegue il primario, “si parla poco dei filtri che possono essere svolti da strutture intermedie quali ospedali dotati almeno di idoneo personale, tecnologia e organizzazione da fare in rete con le strutture maggiori, nonché, sfruttare gli ambulatori, in grado di dare un primo livello di assistenza”. Il professore cita l’esempio della Francia: “Lì il 95% dei pazienti arriva al pronto soccorso o con la guardia medica o con l’equivalente del 118, in Italia solo il 5% arriva così, il resto con mezzi propri”.
Il sovraffollamento dei pronto soccorso “è legato, in prima istanza, a un abuso da parte della utenza che, per varie motivazioni, trova risposte assistenziali esclusivamente in tali presidi”. “In un ospedale come il Cardarelli di Napoli – spiega Muto – vengono effettuati in media 400 accessi al giorno, ma “esistono 21 sistemi sanitari diversi, che cambiano da regione a regione, e la norma per cui il codice verde dovrebbe comunque pagare il ticket viene disattesa in molte regioni”. “In questa maniera – prosegue – il pronto soccorso di alcune grandi strutture ospedaliere svolge anche una funzione di ammortizzatore sociale. Un secondo motivo è che nei grandi presidi i pazienti sono perfettamente a conoscenza di trovare tutte le discipline specialistiche dico-chirurgiche, quindi c’è certamente una maggiore fiducia in tali strutture”.
“Le problematiche legate ai pronto soccorso – conclude – riguardano molte grandi strutture italiane come il San Camillo a Roma, il Cardarelli di Napoli, il Niguarda Milano o il Garibaldi a Palermo”.

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