Ischia, gli anestesisti sono ammalati: all’ospedale Rizzoli non si opera più

Fonte : La Repubblica –

Pasquale Raicaldo

Ischia, gli anestesisti sono ammalati: all’ospedale Rizzoli non si opera più

All’ospedale “Anna Rizzoli” di Ischia non si opera più. Sospesi gli interventi chirurgici programmati, quelli in “elezione”: la sala operatoria del nosocomio di Lacco Ameno, l’unico su un’isola di 65 mila abitanti, è limitata alla sola gestione delle emergenze.

Una situazione inverosimile di disagio legata alla rosa degli anestesisti, già largamente sottodimensionata, in particolare dopo il progressivo trasferimento di alcune unità in servizio da pochi mesi, a seguito dell’avviso pubblico bandito un anno fa dall’Asl Napoli 2 Nord.  L’attuale pianta organica, che conta otto professionisti insieme al primario di anestesia-rianimazione, sarebbe dunque insufficiente a far fronte alla gestione ordinaria di tre “punti guardia” (gli anestesisti prestano servizio anche a pronto soccorso e punto nascite).

E la crisi è “esplosa”, puntuale, con l’inizio del 2018: due anestesisti in malattia, organico ridotto a sei unità e operazioni programmate “congelate”. Chi deve operarsi, e non è considerato un’urgenza clinica, va dunque trasferito in terraferma in eliambulanza o idroambulanza. Femori fratturati e ernie a rischio: l’operazione costa carissimo, alla collettività.

Già nei mesi scorsi, peraltro, la situazione di disagio era stata tamponata con l’istituto dell’autoconvenzione, una sorta di “straordinario” con particolari indennizzi anche attraverso il coinvolgimento di professionisti di altri ospedali, soluzione non rinnovata per questo avvio di anno. E il nuovo concorso indetto dall’Asl Napoli 2 Nord per l’individuazione e il reclutamento di nuovi anestesisti ha risolto il problema, non a Ischia. Dove nessuno dei primi venti classificati avrebbe accettato l’assegnazione.

“Le criticità organizzative che caratterizzano l’ospedale Rizzoli di Ischia – spiega con una nota l’Asl Napoli 2 Nord, diretta da Antonio D’Amore – dipendono tutte dall’insularità, questa che fa sì che i professionisti preferiscano altre sedi a quella di Lacco Ameno. A riprova di ciò vi è la constatazione che, anche quando nel passato si è provato a bandire concorsi per posizioni dedicate all’ospedale di Ischia, non si sia riusciti a coprire le posizioni lavorative scoperte.

L’Azienda Sanitaria, tuttavia, sta mettendo in atto tutte le misure utili a garantire nell’immediato il servizio di anestesia e rianimazione anche per le attività chirurgiche di elezione, sia avvalendosi di attività straordinaria dei medici già disponibili, sia reclutando nuovi anestesisti-rianimatori attingendo dalla graduatoria vigente. Pertanto, già nei prossimi giorni l’attività operatoria potrà riprendere regolarmente”.

Ma sull’isola d’Ischia – dove le defaillance del sistema sanitario si traducono anche nel numero di infermieri, operatori sociosaitari e specialisti vari (accettare l’assegnazione vuol dire far fronte a disagi logistici legati all’insularità senza, per questo, ricevere indennizzi economici) e  nel reparto della salute mentale, in particolare dopo la soppressione della Sir – sono in tanti, oggi, a protestare con veemenza.

“Nell’insipienza e nella indifferenza di tutti sembrerebbe che neanche oggi al Rizzoli si operi? – denuncia Vito Iacono, consigliere comunale a Forio,capogruppo

de “Il Volo”, in una nota inviata al Prefetto di Napoli, Carmela Pagano – Chi paga per le inutili e costosissime degenze di pazienti che non saranno operati? E chi paga i danni biologici e di altra natura per i loro inutili e nocivi trattamenti pre-operatori per un intervento che viene rimandato di giorno in giorno? E perché a Ischia non viene riconosciuto lo status di ‘zona disagiata’, agevolando il reclutamento di nuovo personale specializzato?”.

In foto : L’ingresso dell’ospedale Rizzoli di Ischia
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