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Swallow Tales: il nuovo album di John Scofield con Bill Stewart e Steve Swallow

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Quando si ha a che fare con I grandi musicisti ci si rende conto di quanto siano superflue molte parole. Nel caso di John Scofield, instancabile genio della chitarra jazz, ci potremmo provare proponendo termini come “ricerca”, certamente “sincerità” e, soprattutto, “semplicità”. Il grande chitarrista di Dayton (Ohio) sembra in grado, in ogni occasione, di trasmetterci il suo amore per il suono con la possibilità di verificare i termini che abbiamo citato con note e accordi che sembrano accidentali mentre sono, invece, intenzionalmente cercati e messi a disposizione dell’ascoltatore. E’ questo che fa di John Scofield un grande chitarrista. La sua perenne priorità è avvicinare l’ascoltatore non a una sterile improvvisazione ma a una condizione di vitale e autentica riflessività. Una diretta espressione di tutto ciò è che nel corso di una carriera ormai cinquantennale non si è praticamente mai ripetuto e ha cercato più che una tecnica che sfocia inevitabilmente in uno sterile e ripetitivo virtuosismo, brani scritti in un linguaggio condiviso di istinto e passione di cui è ovviamente testimonianza la sua sterminata produzione e le sue performance dal vivo.

In questo “Swallow Tales” il 68enne chitarrista americano celebra la musica del suo amico e mentore Steve Swallow, bassista e compositore quasi ottantenne ,testimone della prima ora dell’intento di Scofield di conoscere e circondarsi di musicisti straordinari e, se possibile, anche molto amici. Sembra che Scofield lo abbia incontrato nei primi anni ’70 a Berkley e da allora di non averlo più perso di vista. Per quanto riguarda il terzo sodale di questo disco si tratta di Bill Stewart, talentuoso batterista in grado di “tenere” miracolosamente a bada se stesso e gli altri due in uno splendido ritmo che offre a tutti lo spunto per magnifiche e reciproche improvvisazioni. “Swallow Tales” propone 9 brani di Steve Swallow ed è un grande album. Il 38° album in carriera di un chitarrista geniale e simpatico che non si smentisce mai e tira fuori ancora una volta quasi una sua costante, quella che i suoi album più semplicemente concepiti sono anche i suoi più riusciti. Anche in “Swallow Tales”, infatti, la sua stessa semplicità è la radice del suo impatto avvincente e piacevole. “She Was Young” apre le danze e non c’è n’è più per nessuno.

Lasciamo la scena a questi musicisti in grado di sinergizzarsi in ogni momento e di darci la sensazione di vette altissime scalate con apparente nonchalance. Dove se finisce la chitarra comincia il basso ma sembra che la batteria apra nuovamente a nuovi suoni e nuovi orizzonti. In una visione che non ha niente da invidiare a una tela o una scena da film. Sembra che i tre musicisti abbiano impiegato meno di cinque ore un pomeriggio in uno studio di New York per registrare nel marzo del 2019 tutte le nove tracce di “Swallow Tales”. Ma forse sarebbe il caso di ricordare da quanto tempo questi artisti si conoscono e suonano insieme. Sodali e amici come si conviene ai grandi come loro.

Buon Ascolto

Alfonso Losanno

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