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The New Abnormal: il nuovo attesissimo album dei The Strokes

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“The New Abnormal” è il nuovo, attesissimo album dei newyorkesi The Strokes, eroi indiscussi di una piccola o grande rivoluzione rock (a seconda dei punti di vista) che prese il volo dalla “Grande Mela” a cavallo degli anni Duemila e illuminò le scene musicali di tutto il mondo. E’ da allora, e precisamente da capitoli insuperabili e insuperati come “Is This It” del 2001, “Room On Fire” del 2003 e, un po’ , anche da “First Impressions of Earth” del 2005 che The Strokes, il gruppo di Julian Casablancas ha rappresentato il sogno per milioni di fan. Quei cinque ragazzi  da garage band di New York sono diventati un fenomeno di massa, contesi dai discografici e perche no, punto di riferimento culturale. Certo il tempo passa per tutti. E anche per quei cinque super talentuosi ragazzi è stato così. E tanto per dirne una la straripante personalità del frontman Julian Casablancas si confronta con il resto della band e in questo “The New Abnormal” non fa come i dischi citati, ascritti solo a suo nome come autore, in questo caso è l’intera band, ovvero Nick Valensi (chitarra), Albert Hammond Jr.(chitarra), Nikolai Fraiture (basso) e Fabrizio  Moretti (batteria) a firmare tutti i brani. Già questo non insignificante particolare può illuminare sull’importanza del disco in questione. Il sesto album in quasi vent’anni di carriera!

Un disco di nove canzoni per quarantacinque minuti di musica che premia l’attesa con un’opera piacevolmente varia e piena di spunti interessanti in cui il ruolo del produttore Rick Rubin è stato magistrale (non a caso è uno dei più richiesti, e ne sa qualcosa anche il nostro Jovanotti). “The New Abnormal” per alcuni potrà essere il degno canto del cigno di una band votata alla gloria e che ha giocato un ruolo di primo piano almeno con le sue prime opere e che poi sia per le rivalità fra i singoli componenti del gruppo  e sia per le aspettative sempre più alte ha finito per disperdere quel patrimonio di freschezza e di novità dei primi lavori, inseguendo nuovi suoni e nuove ispirazioni. Per altri sarà un’autentica, piacevole sorpresa. I ragazzi di ieri sono diventati degli stagionati quarantenni e oggi come oggi si rendono conto che più che rincorrere l’innovazione a tutti i costi degli esordi forse vale la pena cercare la cosa più importante della maturità, la consapevolezza di essere musicisti, nonostante tutto, all’altezza del ruolo che loro stessi hanno permesso di creare.

Così come è successo con altre grandi firme, basti pensare ai Ramones, i capostipiti se ci si mettono di buzzo buono possono produrre ottimi lavori perché in grado di sopravvivere anche al decadimento del loro stesso genere. “The New Abnormal” rende giustizia di un suono e di una carriera con nove brani vari e incisivi, fusione perfetta di un rock anni ’70 filtrato con la cultura pop degli anni ’80. Arriviamo dalle parti di un citazionismo esplicito e proprio per questo ancora più simpatico che raccoglie i profumi dell’indie e del pop con richiami a The Cure e Lou Reed fino agli Arctic Monkeys o Tame Impala. Ma gli Strokes sono gli Strokes e Julian Casablancas tira fuori il meglio del suo repertorio di cantante solista, così come gli altri ci danno dentro con le chitarre ma sanno inserire i sintetizzatori al posto giusto e al momento giusto in un gioco vintage vario e gradevole. Brani come “The Adults Are Talking”, “Brooklyn Bridge To Chorus”, “At The Door” e “Not The Same Anymore” fanno gridare al miracolo di una band ritrovata. Bellissima la copertina (“Bird On Money” un’opera del 1981 di Jean-Michel Basquiat).

Buon Ascolto!

Alfonso Losanno.

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