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NICCOLO’ FABI Tradizione e Tradimento

Niccolo Fabi Tradizione e Tradimento

A tre anni e mezzo dal bellissimo “Una somma di piccole cose” e dopo una pausa (in gran parte fraintesa come un ritiro anticipato dalle scene), Niccolò Fabi rilascia il suo undicesimo album di inediti. “Tradizione e tradimento” è la sintesi del periodo “critico” che il 51enne cantautore romano sta attraversando.

Un periodo “critico” che si è rivelato fecondo e incisivo tanto da rendere indispensabile il ritorno anticipato sulle scene con un nuovo disco e, a breve, con un nuovo tour.

Per Fabi questo è stato uno dei periodi più complessi della sua vita. Da un lato l’esigenza più volte palesata di staccare la spina e interessarsi ad altro. Poi il tutto “si risolve” anzitempo con un nuovo disco.

Dimostrazione lampante che per lui la musica è il suo modo per stare al mondo. La sosta si è risolta nell’urgenza inderogabile di dare un senso, nell’unico possibile modo da lui conosciuto, scrivendo nuove canzoni, anche in un contesto per lui  completamente nuovo sia della sua vita che della sua carriera.

E questa dicotomia spiega un pò anche il titolo dell’album: nonostante “Una somma di piccole cose” fosse sembrato un punto di arrivo di uno scavo psicologico nelle emozioni e nell’identità stessa della sua proposta artistica, “Tradizione e tradimento” non è da meno e individua un ulteriore testimonianza di questa urgenza.

E da un lato trova spazio la tradizione, la certezza, l’indole cantautorale che lo ha portato a sbocchi considerevoli di una carriera oramai ultraventennale.

Dall’altro c’è il tradimento, il nuovo percorso intravisto. E mentre la prima istanza, la tradizione, si volge verso i suoni dell’analogico, il nuovo, il tradimento trama più per l’utilizzo di strumenti elettronici.

“Tradizione e tradimento” è anche questo. Un lavoro apparentemente semplice, minimale. Che perde un po’ i richiami alla Bon Iver per rifarsi ai rarefatti paesaggi islandesi alla Sigur Ros. Quel che è indubbio è che il cantautore romano ha sviluppato una maturità espressiva e uno stile praticamente inconfondibili.

Il compromesso tra tradizione e tradimento è ampiamente superato, con sfoggio di pezzi che sul versante dei testi sanno esprimere la gamma delle suggestioni del momento presente e su quello delle melodie si risolvono in rappresentazioni quasi oniriche della realtà.

Tra i migliori brani in scaletta figurano “Scotta” e “A prescindere” anche se “Migrazioni” e, soprattutto, “Io sono l’altro” sono decisamente di grande impatto.

Un Fabi quindi a suo modo sperimentale anche se ancorato alla “sua” magnifica tradizione.

Buon ascolto.

Alfonso Losanno

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