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MICHELE BRAVI La geografia del buio

Siamo fragili e sottili come fogli di carta
Quasi trasparenti come ali di farfalla
Ma nessuno ce lo dice, mai nessuno ce ne parla
(Michele Bravi – Un secondo prima)

“La geografia del buio” è l’album del ritorno di Michele Bravi. Un ritorno da un incubo: nel 2019 l’artista è rimasto coinvolto in un incidente stradale in cui è morta una donna. Per forza di cose nulla è stato più come prima e Bravi ha dovuto chiedere aiuto ad una terapia idonea, sia psicologica che fisica. In questo percorso di dolore  la musica adesso  è tornata e per l’artista umbro è come cominciare una nuova vita. Con tutte le cautele del caso i testi risentono di tutto questo. Sono estremamente forti e crudi  come la vita che li ha provocati, come le conseguenze che inevitabilmente  dobbiamo pagare per le nostre azioni.

“La geografia del buio”

“La geografia del buio” si compone di 10 brani che provano a trasmettere il senso spaesante e distruttivo delle difficoltà da attraversare. Si comincia con la voce rotta dall’emozione in “La promessa dell’alba” che prova a aprirsi al nuovo giorno  e alla speranza che porta. E  non è un caso che il secondo brano “Mantieni il bacio” sia  firmata anche dallo psicoanalista Massimo Recalcati  per rinnovare la promessa dell’ amore e del suo potere salvifico.

Si può provare a perdonare se stessi e ad aprirsi al mondo? Difficile e sempre con tanti  trappole da superare ma “La geografia del buio” è un disarmante tentativo di dare un senso a tante domande senza risposte  e non un semplicistico vademecum di retorica o di pateticità a buon mercato. Ci mancherebbe altro.  Scritto e registrato con pochi collaboratori che hanno condiviso lo stesso “buio” del cantante e lo hanno aiutato a trasformarlo in musica. Da Federica Abbate (molto bello il duetto “Un secondo prima”) a Cheope a Giuseppe Anastasi. E il 26enne musicista stesso ha più volte sottolineato che la musica è venuta dopo. Dopo il tormento intollerabile, dopo  il senso di colpa schiacciante, dopo che le ferite dell’anima hanno mostrato tutta la vulnerabilità di cui un essere umano è capace ma anche del desiderio inestinguibile della vita che riprende.

Buon ascolto.

Alfonso Losanno 

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