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From This Place: il nuovo album di Pat Metheny.

Pat meheny from this place

From this Place è il nuovo album jazz di Pat Meheny.  Quando si parla di lui si entra nel  gotha della chitarra jazz. E si sta in buonissima compagnia: basti pensare al mitico Django Reinhardt, a George Benson, oppure, per parlare dei chitarristi più vicini a noi,  a “mostri” dello strumento come Biréli Lagrène o Joscho Stephan.

Per Pat Metheny, americano, classe 1954, si parla, oltre che di un gigante assoluto della sei corde, di un chitarrista di riconosciuto talento che ha fatto grande la chitarra jazz nel mondo riuscendo a rendere popolare un genere che raramente è arrivato al grande pubblico. Per il musicista americano infatti qualsiasi tour si trasforma in evento. Ha legioni di fan in tutto il mondo. Del resto basterebbe pensare che il primo album nel 1975 lo ha fatto con Jaco Pastorius, forse il più grande bassista di tutti i tempi. Che dall’anno successivo ha iniziato l’avventura del Pat Metheny Group, una band che ha mantenuto negli anni  sviluppando un percorso parallelo all’attività da solista. Nel 1995 Pat Metheny  ha suonato anche in tour con il nostro Pino Daniele col quale aveva stretto un bel rapporto professionale e umano. Sarebbe comunque impossibile sintetizzare la sua carriera, perché al di là di qualsiasi altra considerazione basterebbe dire che 3 dischi d’oro, 20 Grammy Award e svariati altri riconoscimenti  danno una misura del fenomeno ma bisogna sottolineare che per un artista jazz sono ancora più significativi.

Il prologo serve a introdurre il nuovo album “From This Place”, un eccellente disco dove il 66enne musicista statunitense ha ancora una volta modo di esplorare una stupefacente mole di materiale sonoro e di farcene partecipi. La recente perdita del fido tastierista Lyle Mays lo ha costretto a un ulteriore certosino lavoro di equilibrio. Da sempre Lyle infatti si occupava delle armonie mentre il chitarrista si riservava le melodie e la perdita di Mays sembrava irreparabile fino all’arrivo del pianista inglese Gwilym Simcock che decisamente dimostra in questo lavoro una consistenza e una personalità straordinarie. Completano il gruppo il batterista Antonio Sanchez e la bassista malese/australiana Linda May Han Oh. Ma della partita fanno parte anche la Hollywood Studio Symphony condotta da Joel McNeely e inoltre hanno collaborato anche Meshell Ndegeocello (voce), Gregoire Maret (armonica) e Luis Conte (percussioni).  “From This Place” contiene dieci composizioni. Alcune come “America Undefined” hanno il respiro delle suite epiche cui Pat Metheny ci ha abituato, altre come “Love May Take Awhile” sono jazz ante litteram, dove  primordi e contemporaneità si fondono in un dialogo intimo chitarra e orchestra sublime e delicato. Più volte Pat Metheny ha dichiarato che sia nelle collaborazioni jazz, tipo quella con Miles Davis che in quelle con altri artisti più rock come David Bowie rincorreva l’essenza, la sintesi “perfetta” o quasi della gamma delle espressioni che in più di 45 anni di carriera lo hanno interessato. Forse “From This Place” è questo. Certamente è un capolavoro.

Buon Ascolto!

“From This Place” contiene dieci composizioni. Alcune come “America Undefined” hanno il respiro delle suite epiche cui Pat Metheny ci ha abituato.

Alfonso Losanno

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