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Banco del mutuo soccorso Transiberiana

Banco del mutuo soccorso Transiberiana

Per scrivere di “Transiberiana” bisogna prefissarsi una scaletta delle cose da dire perché l’ingorgo, anche emotivo, derivante da una nuova uscita discografica della storica band del Banco del Mutuo Soccorso può giocare dei brutti scherzi.

La prima notizia quindi che ci preme sottolineare è il loro ritorno a 25 anni dall’ultimo album di inediti, “13”, pubblicato nel 1994.

Al di là dell’intento celebrativo (un vero e proprio evento per i tantissimi fans del gruppo romano) bisogna dire che lo spessore del progetto è fuori discussione: stiamo parlando di una band che rinasce e di un disco da salutare come un capolavoro.

“Transiberiana” sfida i luoghi comuni e lo fa con l’orgoglio di una band ritrovata che porta con sé i valori in cui ha sempre creduto.

Quindi progressive (quel genere, per intenderci, che contamina generi come il rock e il sinfonismo ma non ha paura né dell’improvvisazione e tantomeno dell’elettronica) coniugato all’ennesima potenza.

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – L’imprevisto (OFFICIAL VIDEO)

Ma senza fare il verso a se stessi, senza concessioni ai deja vu , puntando sul lavoro di musicisti che si sforzano di offrire una versione etica di un tempo che ha fatto del degrado del vissuto contemporaneo una constatazione senza nemmeno tentarne una elaborazione in una narrazione più razionale e coraggiosa.

“Transiberiana” è il classico concept album che prendendo a pretesto il viaggio più lungo che si possa fare in treno sul nostro pianeta (quasi 9288 chilometri tra steppe, deserti e ambienti inospitali fra Europa e Asia orientale) è una magnifica metafora della nostra esistenza.

Ecco quindi undici brani che sono un viaggio (nel mito del viaggio che più viaggio non si può), con una partenza e una destinazione e ovviamente tutte le paure, gli imprevisti del caso ( o del destino), le paure e le problematiche che il viaggio (ovvero la vita) puntualmente rappresenta per ognuno di noi.

La versione 2019 della band è ben definita e rodata: con Vittorio Nocenzi (piano, tastiera e voce) ci sono una sezione ritmica di grande potenza (con Fabio Moresco alla batteria, Marco Capozi al basso e l’ottima chitarra di Nicola Di Già).

Il canto di Tony D’Alessio è incantevole e appassionato (naturale erede del compianto Francesco Di Giacomo icona del prog italiano scomparso nel 2014). Stesso discorso può valere per la chitarra di Filippo Marcheggiani che è subentrato a Rodolfo Marchese scomparso nel 2015.

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – Stelle sulla terra

In “Transiberiana” convergono anche gli sforzi compositivi di Paolo Logli (che ha aiutato Nocenzi nei testi) e di Michelangelo Nocenzi (figlio di Vittorio).

La band in questi 25 anni aveva privilegiato sostanzialmente le esibizioni live senza porsi l’esigenza di nuovi dischi ma “Transiberiana” appare uno dei loro lavori più ispirati e non è certamente un caso che esca in tutto il mondo forte del contratto con la InsideOut della Sony Music, una etichetta discografica che rappresenta da sempre un punto di riferimento per il progressive rock e i suoi interpreti più acclamati.

Infine, al di là delle sue atmosfere evocative, della sua musicalità e del grande standard esecutivo, di “Transiberiana” è quasi commovente  la copertina che riprende il famosissimo salvadanaio del loro primo album.

Su quello si nota l’aggiunta del percorso tratteggiato della transiberiana. Come a dire: la leggenda continua, nonostante tutto. Perché come titolava uno dei loro live più famosi è “un’idea che non puoi fermare”.

Buon ascolto.

Alfonso Losanno

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