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Pressione più bassa e cuore sano: (ennesimo) elogio della pennichella

Fonte: Corriere della Sera Salute

Emanuela Di Pasqua

L’ultimo studio che tesse le lodi del sonnellino è stato presentato in occasione della conferenza della European Society of Cardiology a Londra

Alcuni sostengono di rimanere scombussolati tutto il giorno se dormono dopo pranzo, altri non potrebbero prescindere dalla pennichella, anche se breve e quasi strappata via. Insomma, è indubbio che l’abitudine del riposino sia soggettiva, ma sono anche ormai indubbi i suoi (numerosi) benefici. L’ultima a elencarli è una ricerca greca, che sottolinea come il pisolino sia capace di abbassare miracolosamente la pressione sanguigna, con tutte le implicazioni del caso.

Nomi famosi e gente comune

Winston Churchill si concedeva regolarmente il tempo di “schiacciare un pisolino”, per ristorarsi e proseguire poi la giornata con rinnovate energie. Churchill era uno strenuo difensore della pennichella e decantava la necessità di un’oretta di riposo tra pranzo e cena, senza mezze misure. Altri sostenitori illustri del riposino sono stati John Fitzgerald Kennedy, Napoleone Bonaparte e Margaret Thatcher. Ma senza andare troppo in là nel tempo o troppo in alto nelle gerarchie del potere basta pensare ai nostri padri (o nonni) che, anche quando impegnati e in carriera, usavano spesso concedersi un riposino pomeridiano per ricaricarsi, magari in poltrona con la veste da camera. Erano altri tempi, tempi in cui la società non correva così tanto, tempi in cui non avevamo ancora importato il pranzo svelto all’anglosassone. Tempi in cui, come prescritto da Winston Churchill, ci si poteva ancora regalare una pausa di sonno tra i due pasti principali.

I meriti della siesta

La siesta è provvidenziale per la pressione e, come rimarca Manolis Kallistratos dell’Asklepieion Voula General Hospital di Atene, è spesso associata anche a una minore prescrizione di farmaci anti-ipertensivi. Kallistratos ha infatti guidato una ricerca finalizzata proprio a confermare e quantificare il collegamento esistente tra pressione sanguigna e pennichella pomeridiana. I ricercatori greci hanno monitorato un campione di 386 pazienti ipertesi, separando coloro che dichiaravano di avere l’abitudine di dormire nel corso della giornata dagli altri e riscontrando nel primo gruppo un valore di pressione sistolica media inferiore del cinque per cento. L’abitudine al riposino, come spiega il team greco, oltre a tagliare il numero di prescrizioni di farmaci anti-ipertensivi, causerebbe anche una modesta riduzione del rischio di malattie cardiovascolari.

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