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La parodontite e la sua correlazione con i disturbi correlati allo stress

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Malattia parodontale: una patologia da non sottovalutare.

Tra le patologie dentali più pericolose per la salute del nostro cavo orale, non possiamo non citare la cosiddetta malattia parodontale (conosciuta comunemente anche con il nome di piorrea) che, se curata tardivamente trascurandone i sintomi iniziali, può portare lentamente alla perdita del sostegno dei denti con loro conseguente caduta (o edentulia) parziale o totale.

Quali sono i fattori che possono portare alla parodontite?
Non ne esiste uno soltanto, il più comune è sicuramente la formazione di infiammazioni sulla gengiva, (le comuni gengiviti), causate da una scarsa igiene orale, che se non opportunamente curate possono portare ad infiammazioni croniche del tessuto gengivale, con conseguente formazione di tasche parodontali o spazi vuoti.
In una situazione simile due sono le variabili che dobbiamo considerare: una è il tempo entro il quale ci rivolgiamo ad uno specialista in parodontologia per realizzare le terapie adeguate (nessuna cura può servire se il processo di avanzamento è troppo elevato ed ormai irreversibile), l’altra è soprattutto il tipo di misure di contrasto alla malattia parodontale stessa.


Lo stress, una problematica psicologica che può ripercuotersi anche sul fisico
Forse non ci pensiamo, ma lo stress è uno dei fattori che maggiornmente si ripercuote sullo stato di salute fisica, con problematiche e patologie anche importanti e soesso debilitanti.
Se volessimo definire lo stress, potremmo dire che è una sindrome di adattamento che il nostro organismo riscontra alla presenza di sollecitazioni esterne di vario genere (difficoltà sul lavoro, problematiche nella sfera affettiva e sociale, problematiche economiche.. le cause che possono portare a situazioni stressanti sono davvero numerose, e spesso vengono sottovalutate!).

Ovviamente le situazioni stressanti sono molto comuni durante la vita di tutti i giorni, solo pochissimi fortunati possono dire di non averne mai a che fare, ma non necessariamente ne subiamo passivamente gli effetti negativi.. la risposta ad un evento stressante può arrivare attraverso 3 fasi ben precise:
quella di allarme, dove si avverte la presenza di un fattore stressante (il corpo reagisce in modi diversi: secrezione di ormoni dall’ipotalamo, stimolazione del sistema cardiovascolare e ghiandolare, oltre che produzione di endorfine);
● quella nella quale, una volta compresa la natura e la portata dell’evento stressante, poniamo in atto delle azioni di controffensiva per ritornare alla situazione originaria (il corpo reagisce con una notevole produzione di cortisolo, che genera anche un abbassamento delle difese immunitarie);
quella di rilassamento, del ritorno ad una situazione pre-stress, con rilassamento del corpo (come vi sentite dopo che avete portato positivamente a termine un impegno particolarmente difficile? Sicuramente piacevolmente svuotati!)

Il problema delle situazioni stressanti è quando queste non trovano una risoluzione nel breve tempo e si protraggono a lungo, fino a diventare croniche.
Non è un segreto che il cosiddetto stress cronico possa diventare uno dei fattori scatenanti di numerose patologie fisiche! Emicrania, scarsa qualità del sonno, disturbi gastrointestinali, malattie cardiovascolari, ma anche alcune forme di tumori che possono trovare nello stress uno tra i fattori di innesco nel corso del tempo.

Se ripensiamo anche all’ormai trascorsi periodo di lockdown, sono in molti ad affermare che un evento nuovo e traumatizzante di questo tipo, può portare nel tempo a generare problematiche non solo a livello emotivo, ma soprattutto fisico (già adesso si sono riscontrati aumenti di casi di ansia, depressione ed insonnia), ma sotto esame è anche tutta la fase successiva alla ripresa, dove le problematiche economiche e lavorative possono portare ad ulteriori situazioni destabilizzanti.


Stress e malattia parodontale: come possono collegarsi tra loro?
La malattia parodontale vede la sua genesi da un’azione infiammatoria della gengiva, causata da batteri e da una persistente trascuratezza della propria igiene orale.
Questo stato infiammatorio può essere facilitato soprattutto durante periodi particolarmente stressanti (si è poco fa sottolineato che si riscontrano abbassamenti del sistema immunitario in periodi di forte stress), dove l’azione di sostanze come le citochine (molecole proteiche particolarmente prodotte dall’organismo all’interno di un quadro infiammatorio) ed i radicali liberi, sono in grado di facilitare la formazione di stati infiammatori, che sono dei veri e propri inneschi per i futuri casi di parodontite.

Inoltre, uno stato di stress cronico contribuisce a peggiorare alcuni comportamenti poco virtuosi, che portano ad una generale riduzione del nostro stato di salute.
La diminuzione della cura dell’igiene orale quotidiana, l’aumento nel consumo di alcolici e di fumo, fino all’adottare uno stile alimentare poco salutare, e la perdita del sonno in situazioni che preoccupano particolarmente, sono tutte situazioni che, più o meno direttamente, contribuiscono ad indebolire lo stato di salute della nostra gengiva, intaccandola fino a generare le malattie parodontali.

La soluzione immediata non esiste, i nostri comportamenti influiscono molto sullo stile di vita! In primis è necessario lavorare su noi stessi per ridurre le situazioni che generano carichi di stress troppo elevati, ma in particolare è necessario non trascurare la buona regola di andare periodicamente dal proprio dentista di fiducia.
Qualora si comincino ad avvertire i primi sintomi di una possibile malattia parodontale (dal lieve sanguinamento delle gengive, al perenne stato infiammatorio delle stesse, oltre a situazioni di persistente alitosi) è necessario fare subito una visita di controllo. Se si riscontrano delle problematiche, la realizzazione di un sondaggio parodontale può essere un modo per avere un quadro completo della situazione ed organizzare per tempo una terapia di risposta e sostegno, così da non perdere i propri denti.

Lo stress infatti, come risponde il Dottor Alessandro Crea all’ANSA, può agire sulla parodontite in due modi.

Può ridurre le difese immunitarie e aumentare la produzione di sostanze che moltiplicano l’infiammazione causata dai batteri.
Può influenzare in modo negativo l’attenzione della salute da parte della persona, e quindi un consumo maggiore di alcol e sigarette, meno cura dell’alimentazione e dell’igiene orale e problemi di sonno. Questi comportamenti amplificano l’infiammazione, aumentando la suscettibilità alla parodontite.
Ecco perché è importante che, nella prevenzione della parodontite, ci sia anche il controllo dei livelli di stress della persona.

Lo stress, soprattutto cronico, può agire attraverso due meccanismi e peggiorare la parodontite.
Da un lato può ridurre le difese immunitarie e aumentare la produzione di sostanze (radicali liberi, citochine,…) che moltiplicano l’infiammazione causata dai batteri. Addirittura può aumentare il livello di zucchero nel sangue (glicemia) peggiorando il diabete quando è presente o favorendone la comparsa.
Dall’altro è in grado di influenzare negativamente l’attenzione alla salute da parte della persona, diminuendola. Questo si traduce ad esempio in una minore cura dell’igiene orale o dell’alimentazione, in un aumento del consumo di alcol o di sigarette (il fumo è altamente dannoso per la salute delle gengive!) e nella perdita di sonno. Sono tutti comportamenti che direttamente o indirettamente amplificano l’infiammazione: in altre parole aumentano la suscettibilità alla malattia parodontale.

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