OKSalute.it
Benessere Malattie infettive Prevenzione Salute

Infezioni sessuali, in aumento in Italia e nel mondo

infezioni sessuali come si trasmettono e come prevenirle

Sifilide, clamidia, gonorrea, tricomoniasi: L’Organizzazione mondiale della Sanità rende noti i dati di un rapporto. In Italia qual è la situazione

Ogni anno nel mondo si registrano oltre 376 milioni di nuovi casi di infezioni sessualmente trasmesse (Ist) soprattutto riguardo a quattro infezioni: sifilide, clamidia, gonorrea, e tricomoniasi.

Tutte però potenzialmente guaribili. I casi registrati sono riferiti soprattutto a persone che vanno dai 15 ai 49 anni.

Questo è quanto è stato pubblicato online dal Bulletin of the World Health Organization, e riferito ad una ricerca condotta nel 2016 dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Rispetto ai dati registrati nel 2012, si è avuto un aumento dei casi di Ist. E nello specifico si sono avuti 127 milioni di nuovi casi di clamidia, 87 milioni di gonorrea, 6,3 milioni di sifilide e 156 milioni di tricomoniasi.

La ricerca non prende in considerazione, invece, le infezioni virali come l’Hiv e il papilloma virus.

In media, circa 1 persona su 25 in tutto il mondo ha almeno una di queste infezioni sessualmente trasmissibili, ed in alcuni casi lo stesso soggetto ha contemporaneamente infezioni multiple.

Le Raccomandazioni dell’OMS

Il direttore esecutivo dell’Universal Health Coverage e Life-Course presso l’Oms, Peter Salama, ha infatti affermato: “In tutto il mondo stiamo assistendo ad una mancanza di progressi nel fermare la diffusione delle infezioni trasmesse sessualmente “.

“Questo è un campanello d’allarme affinché si faccia uno sforzo concertato per garantire a tutti, ovunque, l’accesso ai servizi necessari per prevenire e curare queste malattie debilitanti”. 

Perché, quindi, è importante curare queste infezioni?

Perché intanto se non curate, possono comportare seri effetti cronici sulla salute di adulti e bambini, tra cui malattie neurologiche e cardiovascolari, infertilità, gravidanza ectopica, mortalità perinatale e aumento del rischio di HIV.

Afferma Melanie Taylor, autrice dello studio dell’Oms ed esperta di IST:

“Queste infezioni sessualmente trasmesse sono curabili con gli antibiotici ma poiché spesso sono asintomatiche, i pazienti non si accorgono di essere a rischio o di aver contratto l’infezione. Questo significa che non si sottopongono ai test e quindi aumenta il rischio di contagiare il proprio partner sessuale”.

Come vengono trasmesse

Le Infezioni Sessualmente Trasmesse si diffondono prevalentemente attraverso il contatto sessuale non protetto.

“Queste infezioni – spiega Barbara Suligoi, medico direttore del centro operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità – si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale), tramite lo sperma, la secrezione pre-spermatica, le secrezioni vaginali, la saliva, o con il contatto diretto della pelle nella zona genitale, delle mucose genitali, anali e della bocca”.

Inoltre, possono essere trasmesse attraverso il sangue (ad esempio, contatto con ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing) e, infine, con il passaggio dalla madre al nascituro durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

Non sottoponendosi ai test si aumenta il rischio di contagiare il proprio partner sessuale

Quali sono le regole per prevenirle

“Queste infezioni sono ovunque e sono più diffuse di quanto si creda ma c’è poca attenzione ed è ancora molto forte la stigmatizzazione. Le Ist dovrebbero essere considerate allo stesso modo di tutte le altre infezioni”, spiega Teodora Wi, medico esperto di Ist dell’Oms.

“Servono campagne di sensibilizzazione per incoraggiare i cittadini a sottoporsi agli screening, per diffondere le informazioni sui rischi di queste infezioni e sulle regole della prevenzione attraverso i media ma anche a scuola e all’interno delle famiglie”.

Bisogna, pertanto, innanzitutto informare ed educare le persone a compiere le attività sessuali con una protezione sicura quale è il profilattico.

Inoltre bisogna incoraggiare le persone, soprattutto quelle a rischio espositivo, ad effettuare esami di screeningTest e trattamenti tempestivi.

Renderli ovviamente accessibili a tutti, soprattutto alle donne in gravidanza relativamente allo screening della sifilide e dell’HIV, è fondamentale per ridurre la diffusione delle IST a livello mondiale.

Le Ist sono trattabili tutte con terapia antibatterica, come la benzilpenicillina nel caso della sifilide.

E in Italia?

Purtroppo anche in Italia la situazione è peggiorata.

Difatti in base agli ultimi dati del Sistema di sorveglianza Sentinella dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2016 si è osservato un aumento del 70% circa dei casi di sifilide rispetto al 2015 mentre i casi di infezione da Chlamydia trachomatis nel 2016 sono raddoppiati rispetto al 2010.

Inoltre, i condilomi ano-genitali rappresentano la IST più segnalata e i casi sono triplicati tra il 2004 e il 2016.

“Abbiamo riscontrato – spiega Suligoi, – che la clamidia è diventata molto frequente tra le giovani donne tra i 20-25 anni.

E’ un fenomeno preoccupante perché è una di quelle infezioni che spesso non viene diagnosticata precocemente perché non ci sono sintomi particolari.

Così, le ragazze la ignorano e scoprono dopo 10 anni di essere sterili”.

Anche in Italia la prevenzione è l’arma migliore per rallentare la diffusione di queste infezioni, insieme ad un’educazione sessuale che arrivi da più parti:

“Spesso c’è un problema di pudore nel trattare argomenti considerati scabrosi e c’è conoscenza insufficiente da parte dei genitori che dovrebbero informare i figli per esempio sulla necessità dell’uso del preservativo per prevenire le Ist e l’Hiv. Anche la scuola dovrebbe fare educazione per prevenire la tendenza a cercare informazioni su internet” continua Suligoi.

E poi occhio ai segnali come bruciori, secrezioni e perdite, comparsa di verruche o piccole ferite a livello genitale, dolore: “Non andrebbero sottovalutati: quando si presentano è bene andare dal medico per una visita” avverte l’esperta dell’Iss che ha attivato già da tantissimi anni il telefono verde 800.861.061 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00) che svolge attività di counselling telefonico per la prevenzione dell’infezione da HIV, dell’AIDS e delle IST, oltre che in italiano anche in inglese fornendo anche i nomi e gli indirizzi dei centri diagnostici a cui rivolgersi città per città.

Post correlati

Lascia un commento