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Il paziente oncologico beneficia della terapia del movimento

Una nuova terapia( AFA) affianca le terapie tradizionali per migliorare la prognosi e prevenire l’insorgere della malattia

La medicina riconosce senza ombra di dubbio che l’attività fisica svolge un ruolo importante nel garantire una buona salute. In Europa, secondo l’OMS, l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disability adjusted life years, DALY). Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. In Europa oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi. Lo svolgimento di un’attività fisica aerobica è ciò che permette di ottenere benefici sullo stato di salute. Qualsiasi siano le condizioni di partenza. Semplicemente essa va modulata ed adattata in funzione delle capacità e condizioni di salute del singolo soggetto.

L’ esercizio fisico

Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, l’attività fisica è necessaria allo sviluppo osteomuscolare. Contribuisce ad aumentare le capacità di apprendimento ed il livello di autostima. Infine rappresenta un valido strumento di aggregazione sociale.

In età adulta i benefici per la salute derivanti dall’attività fisica comprendono un minor rischio di contrarre alcune forme di tumore come quello al seno, alla prostata e al colon. Oppure malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione arteriosa ed alla prevenzione dell’osteoporosi.

Dall’esercizio  fisico alla terapia fisica adattata  (AFA)

L’Attività Fisica Adattata prevede una serie di programmi di esercizio fisico, non sanitari, svolti in piccoli gruppi e appositamente disegnati per una serie di condizioni croniche

I corsi sono rivolti:

 Ai pazienti oncologici in remissione completa di malattia o guariti, o in fase di riabilitazione (linfedema post operatorio). Ai diabetici nella fase iniziale di malattia non insulino-dipendenti. Ai pazienti in sovrappeso e obesi.Alle persone con sindromi dolorose croniche (osteoporosi, artrosi). Alle persone con esiti stabilizzati di disturbi neuromotori (ictus, Parkinson) 

Cosa prevedono i corsi A.F.A.?

I corsi A.F.A. prevedono dei protocolli di esercizi ben definiti e condotti da laureati in scienze motorie e fisioterapisti opportunamente formati.

Gli esercizi saranno:

di tipo aerobico (cioè mirati all’incremento della capacità cardio-polmonare e svolti a bassa intensità).

di tipo anaerobico lattacido/alattacido (cioè di rinforzo muscolare con piccoli sovraccarichi, bande elastiche, palline e a corpo libero).

di stretching ,cioè di allungamento muscolo tendineo, al fine di migliorare la resistenza generale alla tensione muscolare, l’elasticità miofasciale e la mobilità articolare (rom).

di posturologia (cioè la correzione delle alterazioni del tono muscolare (ipotono, ipertono) e degli stili di vita ad esso associati (es. dormire, dolore).

Le Regioni e l’A.F.A.

Molte Regioni si sono da tempo attivate per la promozione dell’attività fisica adattata. La Regione Campania con il DGR  n 194 del 442018  dà le linee di indirizzo regionali per le ASL sull’AFA in soggetti con malattie croniche non trasmissibili stabilizzate (MCNT).               

 Alcune Regioni come Toscana, Emilia Romagna e Veneto sono già in una fase avanzata di attuazione. Hanno approvato e implementato le “Palestre della Salute”, vere e proprie palestre dedicate a pazienti cronicizzati.

La sempre più ampia diffusione in Italia e in Europa degli Onco-trainer, cioè dei laureati in scienze motorie con indirizzo alla Terapia fisica adattata in campo oncologico, ci fa capire lo sviluppo di questa nuova forma di “terapia”. La” terapia del movimento”, utilizzata in medicina al pari e con la stessa efficacia delle altre terapie.

I benefici dell’ A.F.A.

Gli oncologi statunitensi già dal 2006 pubblicavano su diverse riviste prestigiose tra cui Jama e Cancer , i primi risultati sull’aumento di sopravvivenza di pazienti operati di tumore del colon, dopo essere stati sottoposti ad attività fisica periodica sotto guida di chinesiologi opportunamente formati. Si sono susseguiti negli anni lavori scientifici anche per le altre forme tumorali più frequenti e per patologie cardio metaboliche, confermandone i benefici ed i vantaggi. Altri lavori hanno messo in evidenza come l’attività fisica adattata ( AFA) sia indispensabile nel recupero  e nella riabilitazione del braccio grosso da linfedema nelle pazienti dopo mastecomia. Oppure nel linfedema degli arti inferiori da linfoadectomie addominali.

Oggi diversi studi cominciano a parlare di guarigione del diabete, dovuta alla terapia del movimento ed alla terapia nutrizionale. Anche uno studio americano (DPP) e uno finlandese (DPS) sul diabete mellito, confermano come un programma di attività fisica programmato riduca il rischio o il ritardo dell’insorgenza della malattia.

A chi rivolgersi

Attualmente bisogna rivolgersi a professionisti che siano specializzati nel proporre e personalizzare esercizi specifici, con finalizzazioni terapeutiche. L’offerta è di tipo privato, in quanto l’organizzazione socio sanitaria sconta ritardi nella creazione di strutture ad hoc, che consentirebbero notevoli riduzioni delle complicanze in patologie croniche dismetaboliche e cardiovascolari. Nonché vantaggi sulla prevenzione oncologica e sul benessere psicologico. Oltre a comportare un notevole risparmio in termini di risorse sanitarie, vista la riduzione delle terapie farmacologiche e dei ricoveri. 

Dr.Fabio Perone

Chinesiologo  

Referente per L’ A.F.A. della Lega Italiana Tumori Caserta

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