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Artrosi e disabilità: Basta un’ora a settimana per tenerla lontana

Secondo un nuovo studio americano,  60 minuti a settimana sarebbero sufficienti per gli anziani affetti da artrosi.

Ancora una volta ci viene confermato come l’attività fisica svolta a qualsiasi età è fondamentale per la nostra salute.

Ciò vale anche per i tanti pazienti affetti da artrosi, malattia degenerativa delle articolazioni che può portare all’invalidità e quindi alla dipendenza da altri.

E non è necessario per questi pazienti svolgere una attività fisica intensa, ma dedicarsi dai 10 ai 15 minuti al giorno per vedere i benefici.

Questo è quanto sostengono i ricercatori della Feinberg School of Medicine della Northwestern University, negli Stati Uniti.

Nel loro studio appena pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, infatti dimostrano che può bastare un’ora di attività fisica intensa a settimana  per diminuire notevolmente il rischio di disabilità collegato all’artrosi, oltre che, laddove necessario, agire sulla perdita di peso in eccesso.

Guido Valesini, professore ordinario di reumatologia dell’Università di Roma La Sapienza, spiega che “Il problema è che trattandosi di un disturbo che colpisce in età avanzata, spesso arriva il momento in cui i pazienti non riescono più ad aderire a un regime di allenamento tutto sommato impegnativo, e in molti casi non potendo seguire correttamente le indicazioni del medico finiscono per scoraggiarsi, e tornare sedentari”.

“In questo senso, prosegue Valesini, lo studio pubblicato sul Journal of Preventive Medicine è interessante: si tratta di risultati verosimili, e suggeriscono che anche non riuscendo a raggiungere la soglia di attività fisica attualmente consigliata è comunque possibile trarre dei benefici, e in particolare prevenire il rischio di disabilità, anche con un impegno che è sì più contenuto, ma anche più facile da portare a termine per un’ampia fascia di pazienti”.

Lo studio

Lo studio è stato condotto su 1500 pazienti di età compresa tra 49 e 83 anni con dolore e rigidità delle articolazioni inferiori, provenienti dalla Osteoarthritis Initiative, un ampio studio sull’osteoartrite del ginocchio, svolto dal 2008 al 2014 in Usa.

Tutti i pazienti non presentavano alcun tipo di disabilità e sono stati monitorati i loro livelli di attività con degli accelerometri, oltre a fare dei test ogni due anni, per quattro anni consecutivi.

Dorothy D. Dunlop, ricercatrice della Northwestern University e coordinatrice dello studio, precisa “Ci siamo concentrati sugli adulti con dolore o rigidità nelle articolazioni inferiori, come anca, ginocchio, caviglia e piede, perché sono a maggior rischio di disabilità”.

Lo studio ha messo in evidenza come i soggetti che svolgevano almeno 56 minuti a settimana di esercizio fisico, da moderato a intenso, hanno avuto un rischio ridotto dell’86% di non riuscire a camminare a meno di un metro al secondo di velocità, e del 45% di svolgere semplici attività quotidiane, come lavarsi e vestirsi, rispetto a coloro che hanno svolto una minore attività fisica.

Solo il 3% dei soggetti che hanno svolto 56 minuti di attività fisica settimanale infatti hanno sviluppato una disabilità dopo 4 anni dall’inizio dello studio e soltanto il 12% ha presentato problemi nello svolgimento delle proprie attività quotidiane.

Di contro si sono avuti episodi di disabilità nel 24% dei soggetti meno attivi.

I risultati finali, dunque, seppure riferito ad un campione ristretto di persone, hanno confermato come anche con un piccolo impegno quotidiano si possono raggiungere dei buoni risultati.

Il messaggio, quindi, è piuttosto semplice: con l’invecchiamento è importante cercare di rimanere attivi quanto più possibile, anche se fossero solo poche decine di minuti al giorno.

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